nuove trattative commerciali a Taormina

La stagione turistica 2019 volge al termine (anche se il meteo racconta decisamente un’altra storia) e a Taormina ricomincia il solito via vai di operatori economici che, a seconda dei casi, sono pronti a lasciare o a subentrare nelle attività, soprattutto in centro storico. E’ l’ora di un altro valzer, riprendono le danze. In Corso Umberto, come ormai da consuetudine annuale, c’è chi ha la valigia in mano, qualcuno chiuderà perché ha deciso di togliersi il “cappio al collo” di un affitto insostenibile, c’è chi ha capito che certe attività non vanno più e chi ha deciso di andare via per investire altrove.

Le prime trattative. Nel “salotto” di Taormina si registrano parecchi movimenti, pur con tutte le difficoltà e le dinamiche ostative del caso perché nella maggior parte dei casi si parla sempre e comunque di immobili non troppo grandi ma dai costi elevati e dove i margini di manovra per pensare di trasformare la tipologia di esercizio sono praticamente inesistenti. Come dire: se vuoi investire, il prezzo è quello, lo spazio è relativo e non ci si potrà inventare chissà cosa, al di là della schizzofrenia di un Comune che da 20 anni a questa parte ha rilasciato suoli pubblici a chiunque ben sapendo che se ci fosse una rivalutazione di quell’abbuffata di istanze l’80% delle concessioni andrebbero ritirate.

Le indiscrezioni. Nella ristorazione, intanto, c’è chi ha deciso di andare via al 31 dicembre e ha mosso passi non solo teorici ma già ufficiali in questa direzione. E poi almeno due importanti negozi di abbigliamento sono prossimi a cambiare, forse diventeranno altro, c’è chi è arrivato a fine contratto e chi ha deciso di capitalizzare l’opportunità di aver trovato un compratore. Al contrario, c’è chi è arrivato invece da fuori e a Taormina ha fatto fortuna, ha già un’attività e ora ha deciso di rilevarne pure un’altra sul Corso. Di certo si registrano trattative che in diversi casi interessano diversi bar. Ogni trattativa ha la sua storia. Arrivano tante indiscrezioni, alcune molto attendibili, altre piuttosto fantasiose, in generale prevalgono le prime conferme (talvolta dirette) che sarà un altro inverno di compravendite e non soltanto sul Corso Umberto, ancor più in altre zone limitrofe del centro storico e senza dimenticare qualche significativo cambiamento che avverrà pure in aree più decentrate come Trappitello.

Dall’approccio alla banca. In tante situazioni siamo ancora alla fase di approccio, c’è chi ha iniziato il corteggiamento, c’è chi sonda e si fa i conti per capire se valga davvero la pena spendere e quanto investire, e chi ha poco da pensare e deve rientrare perché ha la spada di Damocle della banca che a dicembre tirerà una riga. Il momento della verità, per capire quali operazioni si concretizzeranno e quali invece no, arriverà dopo il 6 gennaio. Da lì in poi, specie nel soporifero febbraio taorminese, si andrà alla resa dei conti, perché da aprile-maggio bisognerà rimettersi all’opera e ricominciare a fare sul serio. Bisognerà stare molto attenti e ragionare con la calcolatrice per non farsi travolgere da uno Stato sanguisuga che, oltre la solita aria fritta della millantata caccia agli evasori da parte dei vari governi di turno, ti porterà via la metà di quanto incassi.

In tutto questo a Taormina l’estate è andata, le giornate si accorciano e ora il tempo delle pendenze si allunga come una lama, c’è chi ha fretta di scrollarsi di dosso affitti onerosi da 11-12 mila euro, chi sta caricarsi sulle spalle locazioni da 6-7 mila euro al mese per 20-25 mq, e chi cerca “generosi” affittuari da 13-14 mila euro. La parola d’ordine, sia di chi vende che di chi affitta, è una sentenza che non lascia spazio a troppe interpretazioni: Taormina è Taormina. E ovviamente la tendenza che avanza e la tentazione che fa gola a molti è soprattutto quella di puntare sulla tipologia di investimento che di questi tempi rende di più: rosticcerie e tavole calde, spauracchio totale della Taormina del lusso. La giostra, insomma, è ripartita e tra non molto ricomincerà a girare veloce. Auguri e si salvi chi può.

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