Mario D'Agostino

Fumata nera per adesso al tavolo politico di Palazzo dei Giurati sulla nomina del quinto assessore a Taormina. La riunione del coordinamento politico di martedì sera non ha portato alla definizione del previsto allargamento della Giunta ad un altro componente che dovrebbe affiancare gli attuali assessori Enzo Scibilia, Francesca Gullotta, Alfredo Ferraro e Andrea Carpita. I tempi si allungano e continua a mancare l’intesa in un quadro comprensivo di altre posizioni come la futura presidenza Asm e le surroghe in Consiglio comunale.

Doppia nomina. Il gruppo che fa capo a Mario D’Agostino rimane fermo sulla richiesta di puntare ad avere sia l’assessorato sia la guida dell’Asm, quando tra 8 mesi si concluderà il mandato del neo-liquidatore Antonio Fiumefreddo. L’ex vicesindaco della passata Amministrazione Giardina non desiste dalla sua posizione politica e allora la maggioranza del sindaco Mario Bolognari ha rinviato ancora una volta ai prossimi giorni la discussione. Bolognari, pur ritenendo “un’opportunità e non una necessità” la nomina di un altro assessore, vorrebbe stringere i tempi per risolvere la questione ma, a questo punto, potrebbe anche “congelare” la contesa per evitare ulteriori pressioni e fibrillazioni all’interno dell’aggregazione di governo.

Scacchiere in stand by. Tutto sembrava, d’altronde, ormai pronto per la nomina ad assessore della consigliera Graziella Longo (esponente taorminese del Pd), ma come detto D’Agostino non desiste, vuole far valere il peso dei numeri emersi alle Comunali 2018 e rilancia sulla richiesta di ottenere sia la posizione in Giunta (con la candidatura di Alfio Auteri) sia la scelta della futura presidenza Asm, che nel momento in cui dovesse concludersi la liquidazione in atto dal 2011 verrebbe trasformata in Società per Azioni. E per adesso resta anche bloccata la surroga dei consiglieri che avrebbe dovuto portare in Consiglio i non eletti Ruggero Lombardo e Piero Benigni. Tutto in stand by in attesa della quadra che prima o poi dovrà arrivare.

La parola d’ordine. Sullo sfondo sembra emergere la volontà di dare un segnale politico in chiave futura da parte di D’Agostino. Non è un mistero che quest’ultimo sia intenzionato a puntare con convinzione alla candidatura a sindaco nel 2023 in uno scenario prospettico tutto da comporre ma che implicherebbe, a quel punto, un’eventuale rinuncia poi dell’attuale primo cittadino a ricandidarsi e che la leadership di questa aggregazione, in tal caso, passi poi allo stesso D’Agostino. La parola d’ordine di questo autunno taorminese è “prova”: prova di forza in maggioranza, prova tecnica di sindacatura. Anche se dopo un solo anno di legislatura e con altri quattro all’orizzonte, è ancora presto per definire queste alchimie e si tratta, insomma, di uno scenario ancora piuttosto prematuro, di cui si abbozzano le prime mosse.

Scenario previsto. Nulla di nuovo sotto il sole, ad ogni modo: normali schermaglie che appartengono alla politica, a tutti i livelli, in uno scenario locale in questo caso ampiamente già tratteggiato qui il 14 giugno 2018, nei giorni immediatamente successivi alle più recenti elezioni comunali. La profezia dell’Opa, un’analisi tanto perfetta quanto in fondo anche abbastanza prevedibile, sta facendo il suo corso. Sarà una legislatura caratterizzata dal “fattore Mario”: da un lato l’indubbia caratura, l’esperienza e l’autorevolezza di Bolognari che rappresenta l’architrave e il collante della maggioranza, dall’altro – sullo sfondo – la presenza forte in cabina di regia di D’Agostino, che di fatto ha la golden share tra i gruppi del tavolo politico, si sta muovendo con largo anticipo per rafforzare la propria compagine  (anche attraverso riunioni settimanali per fare il punto della situazione) e punta con convinzione a legittimare la nomination per la sindacatura per le Comunali 2023. L’orizzonte è già cristallizzato: capitalizzare l’importante risultato di un anno fa per prepararsi alla futura candidatura, è l’obiettivo politica ma anche una sfida per andare a chiudere i conti con il destino che nel 2007 tolse nel modo più spietato la sindacatura al compianto papà Carmelantonio.

Il compromesso. Non si esclude ed è anzi molto probabile che, alla fine, sulle nomine in maggioranza tutto possa risolversi e sbloccarsi da un momento all’altro, intanto con un accordo a metà strada, magari con il via libera alla nomina di Graziella Longo in Giunta e con la contestuale attribuzione delle chiavi di Asm al gruppo D’Agostino in ottica Spa. Senza dimenticare che, nel frattempo e non a caso, è già stata messa in discussione da D’Agostino pure la posizione dell’assessorato “tecnico” attualmente occupato da Ferraro, che Bolognari per ora ha blindato ma è una casella che magari potrebbe liberarsi più avanti, nei prossimi mesi, e – numeri alla mano – andare proprio al gruppo D’Agostino, dato che si trattava inizialmente di una nomina a tempo, effettuata per sistemare i bilanci del Comune.

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