il sindaco di Taormina, Mario Bolognari

“Non ci sono state omissioni e nemmeno ritardi. Abbiamo affrontato la questione. In termini di sicurezza il tetto probabilmente non avrebbe mai avuto nessun problema ma il tecnico per prudenza ha ritenuto di consigliare la chiusura e noi questo abbiamo fatto”. Così il sindaco di Taormina, Mario Bolognari ha relazionato in Consiglio comunale sulla posizione dell’Amministrazione in riferimento alla scuola di Santa Filomena, dove giovedì scorso proprio il primo cittadino con apposita ordinanza ha disposto la chiusura del primo piano per problemi al tetto del plesso. Da qui c’è stato il trasferimento in altro plesso, sempre a Trappitello, dei bambini delle elementari in quattro aule reperite in Via Francavilla. Adesso bisognerà fare i relativi lavori – da oltre 120 mila euro – e per la rifunzionalizzazione dei locali di Santa Filomena giocoforza se ne riparlerà nel 2020.

Il segnale. “Ad agosto – ha spiegato Bolognari – c’è stato un segnale, la caduta di parte dell’intonaco e di parte di una pignatta, e quel segnale è stato ritenuto preoccupante ma circoscritto ad un punto specifico che ha portato alla chiusura di un ambiente dove era avvenuto il fatto. Ci siamo attivati con richiesta urgente di 60 mila euro alla Regione e ho personalmente sollecitato l’assessore Lagalla perché era importante avere quel contributo per intervenire. Successivamente sono venuto a conoscenza della segnalazione fatta dai consiglieri Claudio Giardina (opposizione) e Giuseppe Sterrantino (maggioranza). Ho tenuto, quindi, una riunione con l’Ufficio Tecnico e con l’assessore Enzo Scibilia e ho sentito telefonicamente la dirigente Carla Santoro per avvertirla che il giorno successivo ci sarebbe stato un sopralluogo. Il problema riguarda quattro aule delle elementari e all’esame del tetto è stato rilevato che nell’ambito della relativa superficie di 500 mq ci sono criticità che riguardano in parte la impermeabilizzazione e infiltrazioni d’acqua. Da qui è stata fatta la relazione dell’Utc che consigliava la chiusura immediata delle 4 aule. Il segnale quindi non era circoscritto, riguardava l’intera superficie”.

Il retroscena. Poi Bolognari ha svelato un retroscena del caso: “Prima di questa chiusura avevo chiesto ad un ingegnere in via amichevole, di mia stretta fiducia, di recarsi a scuola perché volevo essere rassicurato, ma quella persona non mi ha rassicurato e anzi mi ha dato un riscontro preoccupato e così sono partite le necessarie verifiche”.

I lavori. “Ho cercato di capire da quanto tempo c’è questo problema – ha aggiunto Bolognari – e a quanto pare parliamo di diversi anni. Non è un qualcosa che si è creato in pochi mesi. Se disattenzione c’è stata, riguarda un periodo ampio. I lavori recenti sono stati fatti nel 2014 ma non hanno riguardato nello specifico quell’aspetto. Nel tetto c’era un’azione che agiva da tempo e non era mai stata rilevata. Sono stati ora reperiti dei locali idonei nella scuola di Via Francavilla, è una situazione di emergenza, vedremo come evolvono le cose. La chiusura del primo piano di Santa Filomena durerà sino a quando non saranno stati effettuati e ultimati i lavori. Avevamo un computo metrico iniziale per 60 mila euro ma si è pensato ora di fare una impermeabilizzazione con una tettoia “aperta”, dove passi l’aria e che impedisca all’acqua di residuare sul terrazzo. L’eventuale tettoia richiede autorizzazione della Soprintendenza e del Genio Civile per il peso, la staticità e quindi la relativa tettoia sul cordolo esterno. L’intervento sarà più consistente e ora ammonta a più del doppio delle previsioni iniziali. I lavori si dovranno fare al più presto ma nella totale sicurezza. Le opere dovranno essere definitive e risolutive”.

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