il torrente Santa Venera

Il maltempo si riprende la scena, i residenti delle zone abitate limitrofe ai principali corsi d’acqua della zona non fanno mistero della loro paura e scrivono ai Comuni di Taormina, Giardini e Letojanni per chiedere un intervento urgente con l’eloquente monito: “Non vogliamo morire”. Per questo il Comitato Amici delle Contrade ha indirizzato ieri una nota ai sindaci Mario Bolognari (Taormina), Orlando Russo (Castelmola) e Nello Lo Turco (Giardini) ma anche al Prefetto di Messina e al Genio Civile e all’assessorato al Territorio ed Ambiente della Regione Siciliana con “diffida alla ripulitura degli alvei torrenti Sirina e Santa Venera per gravissimo rischio all’incolumità pubblica”.

Sirina. “Siamo costretti per l’ennesima volta a scrivere a tutte le autorità – scrive il presidente del comitato Cesare Strazzeri – per l’ormai gravissima situazione dei due torrenti. Il torrente Sirina, la cui sorgente è nel territorio di Taormina e sfocia a Giardini, è completamente pieno di detriti e di canneti, che in più punti ostacolano il deflusso delle acque. A ciò si aggiunge che il torrente scende accanto ad una strada usufruita da molti residenti che ogni giorno sono costretti a percorrerla perché non esiste altra via alternativa. Pertanto il tratto è percorso ogni giorno da famiglie con ragazzi che vanno a scuola e adulti che si recano a lavoro. In passato il Sirina in piena ha trascinato in mare le macchine, tracimando in più punti, solo per caso non si sono registrate vittime. Il motivo è sempre lo stesso: detriti, massi e canneto hanno ostruito il normale decorso della piena, il torrente ha rotto gli argini e i disagi si sono protratti per mesi. Un’attesa e naturale piena di un un piccolo torrente può trasformarsi in un ricorrente problema di incolumità pubblica per tutti i residenti di Castelmola, Giardini e Taormina? Il letto del Sirina non viene più svuotato da almeno 7 anni, almeno nella porzione che ricade su Taormina. Quindi il fatto che Giardini ogni anno provveda a ripulirlo non può risolvere il problema e comunque quest’anno neanche questo è stato fatto”. “Si denuncia l’incuria manifestata sinora dal Comune di Taormina e da quello di Giardini, che provocano uno stato di pericolo per tutti i residenti molesi, taorminesi e giardinesi, e che, evitando di affrontare il problema, stanno mettendo tutti quelli che transitano da lì in imminente pericolo”.

Santa Venera. “Il Santa Venera – continua attraversa Castelmola, in contrada Dammare, prosegue per un tratto in contrada Mareprovvido, nel Comune di Taormina, attraversando la popolosa frazione di Trappitello per sfociare in mare dopo aver attraversato Giardini. Qui i detriti delle piene scorse hanno innalzato l’alveo del torrente a tal punto che il torrente ormai scorre al livello dello strada. Già in più occasioni, durante la piena, il flusso d’acqua ha superato l’argine e si è riversato in strada, quindi acqua e detriti hanno invaso da un lato Via Nigrì allagando Via Cannizzoli, e dall’altro invadono Via Francesco Paladini allagando Via Francavilla e Via Santa Filomena. Bisogna forse ricordare che dal lunedì al venerdì, intorno alle ore 8 e alle 13, per l’entrata ed uscita degli scolari, transitano più di mille automobilisti sia su Via Francavilla che in Via Santa Filomena? C’è un’inerzia inauditi del Comune di Taormina, che da anni non provvede a tagliare o eliminare il canneto che ha superato il ponte di collegamento tra Via Nigrì e Fondaco d’Accorso. Il Santa Venera ha mostrato più volte la sua potenza esondando in più punti e riversando le sue acque anche dentro il paese di Trappitello, provocando disagi e problemi agli abitanti. Per fortuna non ci sono stati morti ma solo ingenti danni. Ancora nessuno ha pianto un morto. Dovremo aspettare questo per essere ascoltati e affinchè questi torrenti vengano ripuliti e svuotati?”.

Incubo quotidiano. “Come possono parlare gli stessi enti – conclude Strazzeri – parlare di prevenzione se qui non c’è nessuna prevenzione, nessun piano di protezione per le persone che rischiano davvero per ogni giorno di pioggia di morire. La stagione delle piogge e la ripulitura va fatta subito. Da maggio chiediamo questi interventi ma nessuno ci ha risposto e nessuna pietra è stata rimossa dagli alvei. Il grido di cui ci facciamo portavoce è questo: Noi non vogliamo morire. La situazione è davvero preoccupante e troppo pericolosa”

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