Piscina comunale di Taormina
l'ormai ex piscina comunale di Taormina

“La vecchia tipologia di utilizzo dell’impianto non reggerebbe più, a questo punto serve una soluzione differente e al passo con i tempi. Ci stiamo già muovendo in questa direzione”. Lo rende noto il sindaco di Taormina, Mario Bolognari che così interviene per fare chiarezza sul destino dell’ormai ex piscina comunale, chiusa da due anni e mezzo all’utenza dopo la burrascosa fine del rapporto tra la casa municipale e l’allora ente gestore (il Cvsm). Bolognari, che nel suo primo decennio da primo cittadino tra il 1993 e il 2002 era stato colui che a suo tempo (nella legislatura 1997-2002) aveva “battezzato” l’apertura della piscina, ora prova a impedire che l’ex impianto natatorio diventi una cattedrale nel deserto e tira, intanto, le somme dopo le varie proposte giunte nei giorni scorsi sulla vicenda.

Le proposte. Il presidente del Consorzio Centro Commerciale Naturale Taormina, Salvo Fiumara, ha proposto infatti la rifunzionalizzazione dell’edificio utilizzandolo come palestra (per attività come basket e volley), mentre l’esperto di turismo Nicola Salerno ha poi ipotizzato un impiego per 12 mesi l’anno con una nuova copertura e per accogliere anche i turisti con un centro benessere. Sul caso si era anche inserito l’ex gestore Alessandro Gaglio che ritiene “non abbia più senso riaprire la piscina perchè i costi sarebbero tali e tanti da uscire fuori da qualsiasi logica di efficacia, efficienza ed economicità”.

Check up e calcolo dei costi. “Per prima cosa – spiega Bolognari – ho richiesto un sopralluogo all’Ufficio Tecnico comunale, che effettueremo in tempi stretti per capire la situazione della copertura dell’impianto. Il tetto viene tenuto sin qui da alcuni tiranti e andrà comunque sostituito, quindi prima di tutto c’è una questione di sicurezza da affrontare che necessita di valutazioni immediate e molto attente. Di conseguenza si effettuerà un calcolo dei costi sia per il tetto da rifare sia in generale sullo stato dell’edificio. Ho seguito con attenzione le proposte registratesi di recente e convergono tutte sul principio che la piscina da solo non si reggerebbe economicamente e quindi non è ripristinabile quel tipo di utilizzo. Costi e investimenti da affrontare sarebbero troppo onerosi e Taormina non può sostenere quella destinazione che c’è stata negli anni precedenti”.

Lo scenario. “Faremo delle valutazioni non solo economiche ma anche di carattere progettuale – continua Bolognari – e cercheremo di capire se si può andare a richiedere un sostegno economico in termini di finanziamenti. Valuteremo ad esempio anche se fattibile l’idea della palestra, per la quale ad esempio il tetto dovrebbe avere un’altezza ben precisa. Di certo al momento c’è che bisognerà pensare qualcosa di differente perché per una piscina nessun privato rileverebbe mai una gestione di quel tipo, con dei costi da sostenere molto alti a fronte di un ritorno economico che non consentirebbe nemmeno di pareggiare le spese da affrontare”.

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