studenti a scuola

Scuole sotto la lente di ingrandimento a Taormina. L’ormai ex elementare Vittorino da Feltre è chiusa dal 2004 perché ritenuta non in linea con la vigente normativa anti-sismica, la scuola media Ugo Foscolo (che accoglie ad oggi e da 15 anni anche le elementari) attende lavori da anni per la messa a norma e sono stati rimandati al mittente 400 mila euro perché ritenuti non abbastanza capienti per la consistenza delle opere da realizzare. E adesso ecco il primo piano della scuola di Trappitello che viene chiuso in queste ore e dove sono caduti dei calcinacci, i bambini di due classi sono stati evacuati e il tetto andrà rifatto. Se non è allarme, decisamente poco ci manca e c’è poco da dormire sonni tranquilli a Taormina dove sui 5 plessi presenti in città oltre la metà hanno seri problemi e non scoppiano di “salute” nemmeno quello di Via Francavilla (Trappitello) e quello di Mazzeo.

Il report nazionale. Il Rapporto Cittadinanzattiva 2019 fa suonare decisamente un campanello d’allarme e deve far riflettere, visto che nell’ultimo anno scolastico (settembre 2018-giugno 2019) sono aumentati i crolli in diverse parti d’Italia. Nel rapporto si legge che: “Sono ben settanta gli episodi di crolli e di distacchi di intonaco registrati da Cittadinanzattiva, tramite la stampa locale, tra settembre 2018 e luglio 2019. Parliamo di un episodio ogni 3 giorni di scuola. di cui 29 in regioni del Nord (Piemonte 6, Lombardia 16, Emilia Romagna 4, Veneto 2, Trentino Alto Adige 1), 17 nel Centro (Toscana 5, Lazio 10, Umbria 1, Marche 1), 24 nelle regioni del Sud e nelle Isole (Campania 8, Puglia 6, Calabria 2, Sicilia 7, Sardegna 1). Tali episodi hanno provocato il ferimento di 17 persone, tra studenti e adulti. Tragedie sfiorate in molti casi perché tali episodi sono avvenuti di notte, nel week end o in periodi di chiusura delle scuole. Dal 2013 abbiamo registrato, in totale, 276 episodi di questo genere”.

Oltre il rattoppo. Se poi si aggiunge che “il 43% degli edifici scolastici si trova in zone ad elevato rischio sismico (zona sismica 1 e 2), il 57% in zone a rischio 3 e 4”, si comprende ancor più come non si possa rischiare più nulla, tanto più in Sicilia. Dopo 30 anni in cui nei vari plessi di Taormina è prevalsa la logica del piccolo intervento tampone, è arrivato il momento di provare a risolvere i problemi andando oltre la logica del rattoppo temporaneo. Servono risorse economiche e nemmeno poche, il Comune non le ha in bilancio ma c’è bisogno di una svolta a tutela dei bambini in uno di quei contesti nei quali non esistono maggioranze nè minoranze ma l’interesse collettivo di un’intera comunità.

© Riproduzione Riservata

Commenti