Alessandro Marco Gaglio

“Non ha più senso pensare o anche solo immaginare di riaprire la piscina di Taormina. I costi sarebbero tali e tanti da uscire fuori da qualsiasi logica di efficacia, efficienza ed economicità. E’ una storia purtroppo finita, ora il Comune trovi un’altra soluzione o quella struttura per com’è ridotta rimarrà chiusa e abbandonata per sempre”. Così l’ex gestore della piscina comunale, Sandro Gaglio, interviene sulla situazione dell’ormai ex impianto natatorio chiuso da ormai 2 anni e mezzo, quando si consumò cioè la burrascosa fine del rapporto tra il Cvsm e il Comune di Taormina.

La destinazione. Ma Gaglio lancia soprattutto un interrogativo: “Quell’area ad oggi non è più destinata all’utilizzo come piscina e nemmeno per qualsiasi altro impianto sportivo, quindi cos’è esattamente?”. “L’allora Consiglio comunale nel 2017 – afferma Gaglio – deliberò in vista del G7 che doveva essere utilizzata come elipista. La destinazione d’uso dei terreni è cambiata, quindi a monte di tutto c’è questa premessa. Noi non vogliamo riaccendere polemiche su vicende ampiamente note che ci hanno visto contrapposti all’ex Amministrazione ma è un vero peccato che quell’area sia in abbandono totale.

Tetto da rifare. “Quella struttura non è più agibile, sotto tutti i punti di vista: è veritiera l’ipotesi che sia necessario circa Un milione di euro per rifunzionalizzare l’immobile. Il tetto rifatto, non va più attaccato a dei fili di acciaio ma realizzato in maniera staticamente sicura. E quella sicurezza oggi non esiste. Apprendiamo che c’è l’ipotesi di convertire la struttura in una palestra: il nostro augurio per Taormina e per i taorminesi è che sia qualcuno che abbia pensato di riutilizzare, in ogni caso, quell’edificio in maniera davvero utile alla città”.

Volontà subita. “Ad oggi di certo c’è che quell’area non è più una zona sportiva e la piscina non potrebbe essere riaperta nemmeno come palestra. Noi l’abbiamo subita questa scelta del Comune, da parte di chi ci ha voluti estromettere a tutti i costi dalla gestione della piscina. Per prima cosa, quindi, il Consiglio comunale dovrà deliberare quale sia l’effettiva destinazione d’uso di quella zona”.

Evitare lo scempio. “C’è un problema progettuale e andrà chiarita la volontà politica – aggiunge Gaglio -. Noi ci auguriamo che non diventi uno scempio. I turisti non si divertono a vedere quel rudere quando dall’alto passano da lì con la funivia e il loro sguardo va a quel complesso abbandonato. Occorre dare un senso e fare qualcosa. Questa Amministrazione è nelle condizioni di trovare una soluzione e stabilire se dovrà nascere una struttura sportiva o se qualcosa per finalità turistiche. Ognuno potrà proporre quel che ritiene più opportuno, l’importante è che prima o poi una svolta arrivi, per salvare dal disastro la struttura”.

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