Tamim Bin Ahmed al-Thani

“L’operazione Lvmh a Taormina, che per altro rientra in un quadro assai più ampio che ha portato alla vendita del brand Belmond comprensivo di numerose altre strutture, si può considerare un’eccezione. Avremmo senza alcun dubbio tutto il fascino dei luoghi per attrarre importanti investimenti qui, tuttavia la realtà è che poi Al Thani, gli sceicchi e i vari titolari di fondi stranieri si innamorano del nostro territorio ma a quei livelli le logiche finanziarie prevalgono su tutto il resto, quindi decidono di investire altrove. Bisogna prenderne atto e riflettere sul perché”. Lo afferma il presidente emerito di Uftaa (la Federazione mondiale degli Agenti di Viaggio), Mario Bevacqua.

Vedono e vanno via. “L’investitore straniero – afferma Bevacqua – investe da noi soltanto se ci sono delle agevolazioni, per legge, che gli permettano di avere condizioni favorevoli per fare l’investimento. Vengono fatte delle rigorose valutazioni di carattere economico e le condizioni ideali evidentemente in Italia non ci sono e le trova altrove. La tassazione in particolare è differente. Taormina è una realtà dove si concentra l’attenzione di vari fondi stranieri ma poi che fanno? Arrivano, guardano e se ne vanno”.

Il gap. “La colpa non è di Taormina: è l’Italia e il Sud in particolare che per questi potentati economici oggi non è appetibile. Il Mezzogiorno viene penalizzato dall’atavica assenza di infrastrutture e dalle criticità e le carenze di elementi essenziali come la viabilità, i collegamenti e la sanità che lasciano a desiderare. Da Roma in su’ le cose funzionano, qui si naviga a vista. Per decenni, per ogni milione di euro investito al Sud ne hanno stanziato 20 (milioni) al Nord e lì hanno alzato il livello dei servizi e agevolato la crescita economica, acuendo il gap economico tra loro e noi. Non c’è una chiara politica di quello che si vuole fare per lo sviluppo del territorio, o forse in qualche modo la volontà è sin troppo evidente a tutti”.

Investimento tartassato. “Lo sceicco non ha la convenienza dell’investimento. Il Sud che dovrebbe essere una zona privilegiata, e questo vale per la Sicilia come per altre zone altrettanto bellissime come la Campania e la Puglia, purtroppo è ostaggio di negatività persistenti che non lo rendono appetibile, mentre diventa semmai appetibile la logica della speculazione. L’investimento nei nostri territori viene scoraggiato perché verrebbe tartassato dallo Stato, a suon di tasse e burocrazia”.

L’operazione Qatar in Sardegna. “L’operazione Qatar in Sardegna? A mio avviso – aggiunge Bevacqua – in quel caso è stato un investimento finanziario, non un investimento turistico. Non facciamo confusione, sono due cose distinte e separate che implicano altre logiche e profonde differenze”.

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