l'aggregazione "La Nostra Taormina" vincitrice delle elezioni comunali 2018

Si allungano i i tempi per la nomina del quinto assessore in Giunta a Taormina e la maggioranza, in attesa di arrivare alla quadra su questa ed altre situazioni, intende prima dare vita ad un coordinamento politico dei vari gruppi che compongono l’aggregazione di governo. Dovrebbe, quindi, essere definita nei prossimi giorni la composizione di un tavolo dal quale passerà poi il confronto programmatico anche sull’azione amministrativa.

Il tavolo. A far parte di questo coordinamento saranno il gruppo di Mario D’Agostino, che dovrebbe essere rappresentato in particolare da Alfio Auteri, poi la componente del Partito Democratico di cui potrebbe essere portavoce l’ex segretario del partito, Sergio Cavallaro o l’avvocato Filippo Patanè. Ed inoltre una persona verrà indicata dal gruppo che fa riferimento alla vicepresidente del Consiglio, Alessandra Caltabiano; il gruppo dei giovani che esprime in Giunta Andrea Carpita e che al tavolo potrebbe avere come riferimento Stefano Loria. Ed ancora la componente di Jonathan Sferra, che potrebbe essere rappresentata da Mario Smiroldo. Bisognerà anche vedere chi verrà indicato dal vicesindaco Enzo Scibilia e anche dal gruppo dell’assessore Francesca Gullotta.

Lo scenario. Si va verso uno scenario che vedrà, in sostanza, 6 o 7 gruppi che si confronteranno con il sindaco Mario Bolognari. Tale passaggio diventerà, a questo punto, propedeutico al confronto finale per la nomina del quinto assessore, posizione per la quale rimane favorita Graziella Longo, consigliera comunale del Pd, ma allo stesso ruolo non ha rinunciato il gruppo D’Agostino, che punta su Alfio Auteri. Bolognari pare abbia già bocciato, invece, l’idea alternativa di una doppia nomina con la contestuale uscita dalla Giunta del “tecnico” Alfredo Ferraro, che verrà confermato nella squadra di governo. Sul quinto assessorato si va verso un doppio scenario, o con un’accelerazione che al momento pare difficile prevedere e un’intesa in tempi stretti, oppure si fa strada l’ipotesi di un rinvio decisamente più in là con il tempo. D’altronde, non a caso, il primo cittadino ha già detto che “non c’è fretta”.

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