Zhang Jingdong con il figlio Steven (GettyImages)

Dopo Lvmh di Bernard Arnault altri gruppi internazionali di investitori potrebbero fare importanti operazioni finanziarie riguardanti anche Taormina. Nel mercato immobiliare e nei settori del turismo e commento italiano, stavolta, è pronto ad entrare in campo con forza il fondatore e presidente di Suning Commerce Group, Zhang Jingdong, l’imprenditore cinese la cui azienda con sede a Nanchino vanta oltre 10 milioni di prodotti in vendita attraverso l’e-commerce e una rete di 4.000 negozi in Cina. Zhang è noto in Italia soprattutto agli sportivi, perché nel 2106 ha comprato il 70% dell’Inter al prezzo di 300 milioni di dollari (il 31,05% delle azioni sono state poi rilevate dal fondo di Hong Kong LionRock Capital, partner di Suning e socio di minoranza che a sua volta ha acquisito le quote di Erick Thohir). E nel contesto calcistico ha già dato prova non soltanto di voler investire e di avere una reale solidità finanziaria ma anche di avere una lungimirante progettualità, riportando ad alti livelli l’ex club di Massimo Moratti.

Dai condizionatori al boom. Zhang Jindong ha iniziato la sua attività il 26 dicembre 1990 aprendo un negozio di condizionatori d’aria a Nanchino: oggi Suning è la terza potenza finanziaria della Cina con un volume d’affari impressionante, da 77 miliardi di euro, che supera colossi italiani come Eni e Enel, giusto per rendere l’idea. La Via della Seta per rendere l’Italia più vicina alla Cina, Zhang l’ha imboccata prima di tutti, conosce la strada e il magnate asiatico, forte di un aumento di fatturato del 150%, sta già chiudendo una serie di accordi per l’apertura di negozi Suning per far conoscere il suo principale marchio in Italia. Suning può contare anche su più di 11 mila negozi ad alta tecnologia e su una piattaforma e-commerce con più di 380 milioni di utenti registrati, elemento che può dare una formidabile spinta propulsiva per lo sviluppo e la crescita delle imprese italiane che riusciranno a stringere accordi con il gruppo cinese.

Un impero sconfinato. La “macchina” finanziaria di Zhang è una conglomerata che spazia dalla vendita di beni di consumo sia off che online, all’entertainment (una rete televisiva, i diritti online del calcio europeo in Cina) per arrivare ai servizi finanziari e alle banche. Inoltre, ha acquisito i Wanda Department Stores e di Carrefour China per espandere il suo business internazionale nella moda, nel food and beverages e nei beni di consumo. E nel mondo sconfinato di Suning ci sono anche l’immobiliare e i grandi alberghi. Ed è su questo che si concentrano ora le valutazioni del gruppo Suning, il cui interesse si sta rivolgendo al “made in Italy” di fascia più elevata, quello capace di attrarre l’attenzione dei ceti medio-alti cinesi.

Alla conquista del Bel Paese. La società cinese vuole espandersi in Italia e nel Vecchio Continente, ha stanziato soprattutto circa 1,3 miliardi di euro per l’acquisto di marchi europei nei prossimi tre anni, a partire da operazioni riguardanti 150 marchi di prodotti italiani. L’obiettivo della famiglia Zhang è quello di provare a conquistare la presenza di brand importanti e rafforzare la sua immagine attraverso investimenti in dei territori di risonanza internazionale. Di conseguenza Zhang vuole fare in modo i marchi da lui controllati possano contare su una ampia fetta di consumatori.

L’operazione in Sicilia. Un advisor italiano si starebbe già muovendo per aprire un canale con il gruppo Suning e sarebbe pronto ad offrire a Zhang un portafoglio di immobili comprendenti anche il Sud e la Sicilia, con una importante struttura ricettiva di Taormina ma ipotizzando anche altre tipologie di operazioni immobiliari e investimento nel settore del commercio e dell’alimentare. Sviluppi su questo fronte potrebbero arrivare già nei prossimi mesi. Taormina è la capitale del turismo siciliano, la realtà più attrattiva dell’isola e tra le località italiane più conosciute e ammirate nel mondo, che nel 2017 è stata anche sede di un G7  e già nota ai cinesi anche perché la scorsa primavera in questa città è stato girato il reality show “Chinese Restaurant”, visto da 25 milioni di persone in Cina. Suning, per altro, nel suo gruppo può vantare la presenza di alcuni consulenti italiani che conoscono molto bene la realtà siciliana e Taormina in particolare. Chissà che le valutazioni del colosso cinese non possano portare nella direzione di un “matrimonio d’affari” che darebbe senza alcun dubbio un nuovo impulso all’economia del territorio di Taormina.

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