Antonio D'Aveni

E’ guerra aperta tra il consigliere di opposizione Antonio D’Aveni e il vicesindaco Enzo Scibilia, dopo le accuse di quest’ultimo sulla multa da 31 mila euro inflitta dalla Città Metropolitana di Messina al Comune di Taormina per il mancato raggiungimento del 65% di raccolta differenziata nell’anno 2016. Una multa che, a quanto pare, potrebbe presto interessare anche le annualità 2017 e 2018.

Botta e risposta. “Mi trovo costretto – afferma D’Aveni – a rispondere per l’ennesima volta all’assessore Scibilia, che nel caso specifico mi rivolge a mezzo stampa una grave accusa sulla multa della Città Metropolitana al Comune di Taormina. Evidentemente premetto che si tratta di un’accusa della quale l’assessore dovrà rispondere nelle sedi competenti. Ricordo all’assessore Scibilia che, essendo pubblico ufficiale, anziché chiedere con quelle dichiarazioni le mie dimissioni, e quelle del consigliere Cilona, dovrebbe andare a denunciarci. Mi fa piacere però, allo stesso tempo, che l’assessore sia tornato sull’argomento della raccolta rifiuti, anche perché forse dimentica la situazione a Taormina con la precedente gestione del servizio di nettezza urbana a Taormina sino a pochi mesi fa e le foto della spazzatura per le strade che hanno fatto il giro del mondo, non per colpa mia. Chi ha scelto a suo tempo l’impresa e chi, da amministratore di questo Comune, ha consentito per diversi mesi che ci fosse il caos con i rifiuti abbandonati in diverse zone del paese? Certamente non il sottoscritto”.

I ruoli. “L’assessore Scibilia chiede le dimissioni dell’ex presidente del Consiglio comunale ma non conosce bene la politica e i ruoli, mistifica la realtà e non sa che un consigliere comunale non ha gli stessi compiti di un assessore. Se D’Aveni e Cilona hanno fatto questo grave danno al Comune e ai cittadini di Taormina sulla differenziata, gli ribadisco l’invito a procedere nelle sedi preposte. Altrimenti taccia e la smetta di dire bugie. A questo punto capisco perché Eligio Giardina nel 2013 decise di rimuoverlo dalla sua Giunta”.

“La colletta”. “L’assessore pensi a risolvere i problemi della spazzatura, delega che tra l’altro sta per essere data dal sindaco a chi entrerà in Giunta. Se poi ritiene che la multa della Città Metropolitana sia colpa mia e di Cilona, vorrà dire che non saremo i soli a doverci fare carico di pagare quei 31 mila euro. Se dovessero essere accertate delle responsabilità da parte di D’Aveni e Cilona, saremo in “buona compagnia” e insieme a noi ci saranno a contribuire a questa colletta diversi altri esponenti dell’ex Amministrazione Giardina che nel 2018 hanno scelto di sostenere l’attuale Amministrazione Bolognari, quindi anche i consiglieri Salvo Brocato e Salvo Abbate, l’allora vicesindaco Mario D’Agostino, l’ex assessore Antonio Lo Monaco e per la paventata multa successiva del 2017 anche Andrea Raneri”.

© Riproduzione Riservata

Commenti