l'assessore al Turismo, Andrea Carpita

Mentre si cerca la quadra sul quinto assessorato per allargare la Giunta di governo a Taormina, spunta qualche “mal di pancia” sul fronte del Consiglio comunale. All’interno della maggioranza si dibatte e c’è fermento anche sulle surroghe da effettuare tra i banchi consiliari. Ad oggi hanno il doppio incarico di assessori e consiglieri Enzo Scibilia e Andrea Carpita ma la volontà dei gruppi di maggioranza è quella di far scorrere la lista che vinse le elezioni 2018 e così far entrare in Consiglio i non eletti, Ruggero Lombardo e Piero Benigni.

Tempi stretti. I tempi si fanno stretti e si cerca l’intesa definitiva anche perché in maggioranza c’è già chi ha comunicato che per impegni personali forse dovrà assentarsi a partire da metà ottobre e per diverse settimane: a quel punto ci sarebbero difficoltà materiali a poter effettuare subito le surroghe e tutto rischierebbe di slittare a fine anno.

C’è chi dice no. Scibilia è pronto a lasciare il Consiglio per restare in Giunta e si è resa disponibile a fare lo stesso senza opporre resistenze anche Graziella Longo se dovesse entrare in Giunta, mentre a quanto pare c’è il no convinto da parte di Carpita che non ha intenzione di firmare la rinuncia al doppio incarico.

Il precedente. Nella primavera 2013 Carpita firmò la rinuncia al doppio incarico di assessore e consigliere dell’allora Amministrazione Giardina ma poco dopo il sindaco, con una scelta a sorpresa che spiazzò tutti e scatenò un terremoto politico, scelse di azzerare la Giunta: quella rinuncia, quindi, risultò fatale a Carpita come anche a Scibilia. Sulla base di quell’esperienza, l’assessore al Turismo avrebbe maturato una valutazione strategica, una decisione legittima dettata dalla volontà di non ripercorrere lo stesso scenario se nel corso di una legislatura ancora lunga, da qui al 2023, anche l’attuale sindaco Bolognari dovesse entrare nell’ordine di idee di valutare l’opportunità di un rimpasto tra le fila dell’Esecutivo. Una posizione intransigente, insomma, quella di Carpita che non verrebbe gradita da alcune anime dell’aggregazione. All’interno della maggioranza sembra prevalere, insomma, la volontà di scegliere una linea comune e fare tutti un passo indietro, con la rinuncia condivisa all’opzione del doppio incarico e senza eccezioni.

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