Italo Mennella e Nicola Salerno

Anche gli operatori economici di Taormina analizzano la situazione riguardante il fallimento del colosso Thomas Cook e valutano quelli che potrebbero essere i riflessi negativi per il turismo in città dopo il crack del tour operator britannico. Sull’argomento si è svolto nelle scorse ore un incontro tra il presidente dell’Associazione Albergatori di Taormina e presidente dell’Ente Bilaterale Regionale per il Turismo Siciliano, Italo Mennella, e Nicola Salerno, general manager di Egmont Incoming Italy e figura di riferimento del comparto tour operator nella Perla dello Ionio.

I contratti nel sud-est. “Su questa vicenda stanno praticamente già dicendo tutto tutti – spiega il presidente Mennella -. Il fallimento della Thoms Cook, a quanto pare, è stato determinato soprattutto dai problemi della compagnia aerea e dalla forte concorrenza delle altre low cost. La Sicilia chiaramente dovrà pagare un prezzo a questo fallimento, soprattutto nel versante Sud Est dell’isola. Per quanto riguarda invece il nostro territorio, soffriremo di meno in quanto la Thomas Cook si era allontanata da Taormina da qualche anno a questa parte, concentrandosi di più sui territori come Ragusa e Cefalù dove si trovano struttura, spiagge e prezzi più idonei alle richieste della loro clientela”.

La mossa determinante. “La lungimiranza degli albergatori di Taormina – evidenzia Nicola Salerno – ha fatto sì che il danno qui possa essere sensibilmente limitato, perché nel corso degli anni gli Allotment alberghieri sono stati suddivisi nei vari mercati e con diversi tour operator, a seconda delle richieste nei periodi e le stagioni. Ciò è diventata una forma di auto-tutela e attraverso questa scelta le aziende di questa zona hanno limitato i rischi”.

Eventi e programmazione. “Bisognerebbe dare comunque maggiore spazio alla clientela individuale – aggiungono e Mennella -, che però è intercettabile soltanto se il territorio offre i servizi giusti e realmente di alto livello. Non basta soltanto un singolo evento. L’operazione Bocelli ha portato turisti di grande qualità, anche dall’Australia, ma come altri analoghi eventi che in passato hanno visto Taormina storicamente sede di spettacoli di grande spessore. Diventa sempre più essenziale la programmazione: senza quella non possiamo vendere la destinazione Taormina e Sicilia”.

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