Piscina comunale di Taormina
l'ormai ex piscina comunale di Taormina

Non sarà un’impresa semplice per il Comune di Taormina quella di individuare una soluzione in grado di salvare dal disastro la piscina comunale di Taormina, da ormai due anni e mezzo inagibile e chiusa al pubblico. Tutto si è fermato al 2017, quando vi fu la burrascosa fine del contratto di gestione con l’ex ente gestore della struttura, il Cvsm.

Cattedrale nel deserto. A Palazzo dei Giurati si studia l’opportunità di reperire delle risorse tramite il Coni e il Credito Sportivo e magari predisporre un project financing, da indire nel 2020 nel tentativo di provare a rifunzionalizzare una struttura che potrebbe e dovrebbe essere un punto di riferimento per gli sportivi di Taormina e della zona e che invece, a questo punto, rischia di diventare un’autentica “cattedrale nel deserto”. A complicare tutto è la condizione in cui versa l’immobile, che dopo tutto questo tempo, è alle prese con le ingenti attività di ripristino che dovranno essere poste in essere nel momento in cui si arriverà ad una soluzione risolutiva. Serviranno lavori all’interno dell’edificio ma anche al tetto e all’impiantistica. Non c’è una stima ufficiale e un conto esatto da parte degli uffici di Palazzo dei Giurati, ma stando ad una valutazione informale sullo stato dei luoghi l’ipotesi che si fa è quella che possano servire almeno Un milione di euro per riattivare la piscina comunale di contrada Bongiovanni.

Corsa ad handicap. In ogni caso qualsiasi strada non sarà facile da percorrere per ridare funzionalità alla piscina, chiusa dai primi mesi del 2017, quando cioè si concluse il periodo di gestione del Cvsm e ci fu la contesa poi finita al Tar tra l’allora ente gestore e il Comune di Taormina, che vide prevalere alla fine l’ente locale. Provare ad individuare un finanziamento diventa fondamentale soprattutto per dare più attrattività alla struttura nell’ottica di una eventuale procedura di gara che si rivolga all’attenzione dei privati. E’ molto difficile, d’altronde, che qualcuno possa farsi avanti oggi sapendo di dover spendere in partenza circa Un milione di euro soltanto per rifunzionalizzare la struttura. Una cosa ad handicap che frena e allontana chiunque.

il tetto della piscina di Taormina danneggiato da raffiche di vento

L’ipotesi. Si potrebbe provare ad ottenere un finanziamento dal Credito Sportivo, che già a suo tempo aveva messo a disposizione delle somme per l’allora ente gestore. In quel caso si trattava di 490 mila euro, che poi andarono in fumo perché in sostanza gli uffici di Palazzo dei Giurati non ultimarono nei tempi utili la pratica in questione.

La provocazione. Il degrado, l’incuria e l’abbandono del sito si stanno impadronendo di un immobile che ha un tetto in condizioni a dir poco precarie e non si sa bene quanti altri problemi. Si rischia un altro Capalc, un’altra incompiuta per la città di Taormina. E allora, mentre un’altra piscina in zona ora c’è già, ed è ora funzionale a Giardini Naxos, c’è chi provocatoriamente pone un’interrogativo o forse una soluzione alternativa: visto che per rimettere in piedi la piscina di Taormina serviranno tanti soldi, e tenendo conto dei molteplici danni in essere, sia di carattere statico e strutturale sia di impiantistica obsoleta, forse – quasi quasi – è meglio buttare giù il vecchio fabbricato e ripartire da zero? Ma soprattutto una cosa andrà chiarita prima o poi: c’è la volontà e la convinzione di riaprire la piscina e ha davvero ancora un senso quella struttura in quel modo?

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