emergenza abitativa per le future generazioni

La deregulation delle case che ovunque diventano appartamenti turistici non risparmia nessuno e nemmeno Taormina. Anche nella Perla dello Ionio – già da un pezzo – numerose abitazioni sono state ormai convertite dai proprietari alla vocazione del profitto turistico, e si moltiplica il numero degli appartamenti che vengono insomma utilizzati per affitti brevi. Alcuni sono in regola, tanti altri a quanto pare operano invece nel “limbo” del sommerso. Ci sarebbe da parlare in lungo e in largo della questione dell’evasione fiscale ma sullo sfondo emerge anche una problematica sociale sottovalutata dai più. Di questo passo i giovani che vorranno fare famiglia e sposarsi e quindi andranno alla ricerca di una casa dove potranno andare ad abitare? Ovviamente c’è chi potrà contare sulla casa della mamma o del papà, degli zii o dei nonni: ma la buona sorte dell’immobile ereditato è una stella polare che non brilla sul destino di tutti.

Tendenza dilagante. Il fenomeno riguarda ogni località d’Italia, invade e investe tutte le latitudini del pianeta, ma a Taormina il problema non sembra porselo nessuno. Gli altoatesini, ad esempio, hanno fatto una legge per il territorio e per il paesaggio che ha portato la giunta provinciale di Bolzano ad adottare un regolamento con lo scopo dichiarato di limitare la presenza di seconde case nei comuni ad alta vocazione turistica. Altra realtà, ovviamente, si dirà ma i giovani sono pur sempre giovani ovunque, a Nord come al Sud, a Est come a Ovest. Ci sono zone dove il 100% delle nuove costruzioni di appartamenti ad esempio saranno riservate per legge ai residenti in quei comuni o frazioni dove le seconde case superano il 10 per cento del totale. A Taormina le seconde case rappresentano una larga fetta degli insediamenti presenti sul territorio e se poi dilaga – come sta già accadendo – la logica dell’affitto breve – non ci sarà nemmeno lo zero per cento di possibilità di trovare casa per le future generazioni.

La normativa sui residenti. L’esempio dell’Alto Adige ha delle innegabili differenze ma si caratterizza anche per qualche interessante aspetto che non è affatto estraneo al nostro contesto. Il rilevamento del valore delle abitazioni nei comuni e nelle frazioni in tutto l’Alto Adige ha dato conferma di una relazione fra la presenza di seconde case e la consistenza dei prezzi d’acquisto delle abitazioni, con i prezzi che salgono vertiginosamente e che tagliano fuori i giovani in cerca di una prima casa. Una densità di seconde case oltre il limite stabilito è stata individuata da quelle parti in alta Val Pusteria, in val Badia, in val Gardena e a Nova Levante. Da qui l’adozione di una particolare delibera, secondo la quale tutte le abitazioni nuove o trasformate dovranno essere convenzionate, ossia riservate ai residenti. A proposito, cosa si intende per “residenti”? Sempre nel caso del Trentino Alto Adige si tratta di persone che abitino da almeno 5 anni in provincia di Bolzano o che abbiano un rapporto di lavoro in Alto Adige. Il regolamento è stato reso valido fino al 31 dicembre 2019. Un’ulteriore verifica di comuni e frazioni avverrà dopo l’entrata in vigore della legge territorio e paesaggio, ovvero dal 1° gennaio 2020. A questo punto, a margine del ragionamento, aggiungiamoci un elemento non secondario: a Taormina la valutazione di un edificio, al metro quadro, è decisamente tutt’altra cosa rispetto alle case altoatesine.

L’era del low cost. Di certo c’è che questo è il tempo del boom degli affitti turistici a breve termine. L’era del globalismo low cost ha fatto il resto, cambiando il turismo, mentre le politiche sugli affitti hanno permesso ai proprietari di sostituire i vecchi contratti di lunga durata con quelli a breve termine. Chi ha un immobile se prima pensava di venderlo, provando a far valere sul mercato il nome Taormina con una richiesta pesante nella compravendita, oggi preferisce affittare al turista. Nel mezzo, lì dove qualcuno è costretto a vendere per forza si inserisce chi arriva da fuori, fiuta l’affare, sa che Taormina è Taormina, compra a prezzo pieno perché ha piena disponibilità e utilizza quindi l’immobile per l’affitto breve, sapendo che l’investimento è un gioco che vale la candela. Intendiamoci, l’unica cosa che va considerata un reato è l’evasione fiscale, tutto il resto è legittimo perché il cittadino, nel bene e nel male, fa quello che i governanti permettono si possa fare. La politica latita a tutti i livelli, non legifera come dovrebbe, non fa chiarezza e si limita a fare melina, propagandando riforme (vere o presunte) una tantum, che non scalfiscono il sistema. Non si adotta neanche lo strumento basilare ed essenziale di regolamenti di cosiddetta “salvaguardia sociale” sul territorio. La soluzione al problema, in fondo, dovrebbe essere quella di introdurre limiti agli affitti a breve termine ma chissà quando e se mai si arriverà a questa svolta.

La furbata del Psg. A Taormina, in buona sintesi, da 30 anni si va avanti con la grande furbata del Prg, lasciando cioè in vigore quello del 1976 che venne redatto negli Anni Sessanta e ha sancito un sostanziale “liberi tutti” con la cementificazione selvaggia della città, in nome di uno strumento urbanistico ancora vigente che contemplava un boom demografico sino ad oltre 20 mila abitanti, profetizzato e mai esistito perché si sa che poi Taormina si è fermata a 11 mila residenti (di cui il 40% ha casa ma vive altrove). Magari un giorno arriverà il nuovo Prg, quando però non servirà più a niente. Intanto, si è costruito praticamente ovunque, le pendici sono state devastate e i quartieri si sono riempiti di funghi, con la gran parte degli immobili costruiti per residence e seconde case.

Taormina allatta. Come se non bastasse quel “peccato originale” della consegna (e svendita) a mani alzate di intere aree a chi Taormina non la vive neppure in cartolina e da Taormina si fa soltanto “allattare”, per giunta ora impera l’irresistibile potere seduttivo del Web, che ha invogliato in tanti a sfruttare gli appartamenti con l’affitto breve. Sino a qualche anno fa c’erano i cartelli “vendesi” e “affittasi”, a prezzi spesso iperbolici, ora chi ha una stanza se la tiene stretta e va sul sicuro con l’affitto turistico per qualche giorno o settimana. Un annuncio sulla rete e il gioco è fatto. Guadagno facile e garantito, profitto continuativo e come negare che il business c’è? Bando ai falsi moralismi e all’aria fritta, chiunque è spinto a fare questa scelta. E molti se ne fregano di mettersi in regola, affittando in nero alla faccia della politica che a Roma litiga sull’Iva, il contante e le merendine.

Il vento del Web. C’è chi affitta appartamenti degni e ben curati, c’è chi affitta invece pure bettole e scantinati e li fa passare per una reggia. Ma questa è un’altra storia. Soffermiamoci sui riflessi generazionali di un’emergenza sociale tanto invisibile quanto evidente: Taormina – come migliaia di tante altre città e paesini – si sta inchinando supinamente al vento inarrestabile di un mercato turistico che prima non c’era, fa gola – anche legittimamente a tutti – e non conosce limiti. Chiunque è libero di andare a dormire impiegato del catasto per poi svegliarsi l’indomani mattina operatore turistico.

Verso lo spopolamento. La crescente disponibilità di alloggi convertiti a case vacanza (o presunte tali) spopolerà nel giro di un paio di anni la città dei suoi abitanti, con tanti saluti anche al carattere originario e alle peculiarità del territorio in nome di conseguenti tendenze come le attività commerciali in stile fast food. E chi se ne frega dei giovani che già devono fare salti mortali per trovare un lavoro e sono pure costretti a girovagare per individuare una casa acquistabile o affittabile.  “Non andate via”, “rimanete qui”, è il solito luogo comune che si dice sempre ai ragazzi ma di questo passo no si sa bene per quale motivo le future generazioni dovrebbero restare in un contesto che se ne frega del futuro, dove l’avidità del profitto facile di oggi non lascia spifferi d’aria alla prospettiva razionale di un equilibrio socio-economico nel domani.  Un tempo i giovani avevano il problema di riuscire a trovare casa a cifre ragionevoli e mettere insieme i soldi per il mutuo, mentre presto il loro sogno sarà già infranto sul nascere: non troveranno un tetto nemmeno a prezzi esagerati e dovranno fare la valigia per andarsene altrove e chissà dove.

© Riproduzione Riservata

Commenti