Mauro Passalacqua, presidente della Rete Fognante

“Non c’è più tempo da perdere. Chiederò una serie di incontri urgenti, sia con la Regione che con il Parco fluviale dell’Alcantara per chiarire la situazione dei lavori di risagomatura dell’Alcantara. Ormai le piogge sono alle porte e non si può continuare ad attendere per dare il via ai necessari interventi”. Il monito arriva dal presidente del Consorzio Rete Fognante, Mauro Passalacqua, che torna sulla questione dei lavori ancora non avviati all’Alcantara, per la risagomatura dell’argine sinistro, che mette a rischio il depuratore comprensoriale di contrada Pietre Nere, a Giardini, in caso di piena del fiume. E così Passalacqua ha deciso di prendere in mano la situazione, andando in pressing sugli enti preposti per sbloccare la vicenda e cercare di determinare una svolta. Il via ai lavori era atteso nel mese di giugno e nel periodo cioè di secca ma quando sta per iniziare ottobre il cantiere non è mai scattato.

Iter da sbloccare. Archiviata la stagione estiva, e con i mesi autunnali e invernali alle porte, ora l’Alcantara torna a fare paura e Passalacqua ribadisce la preoccupazione. “Siamo ormai quasi ad ottobre e stiamo rientrando nei mesi delle piogge e questa emergenza che doveva essere risolta in primavera è invece ancora lì e rappresenta un fattore di elevato rischio ambientale, con il depuratore che è ad un passo dal fiume – evidenzia Passalacqua -. Mi auguravo che arrivassero segnali risolutivi da Palermo anche a seguito delle mie dichiarazioni dei giorni scorsi ma per il momento la vicenda è ancora bloccata. Per questo mi recherò al Dipartimento regionale della Protezione Civile, ma prima ancora intendo avere un colloquio con la nuova direzione del Parco fluviale dell’Alcantara”.

L’irreparabile. “Voglio capire se ci sono motivi ostativi all’avvio dei lavori, quali sono e come poterli risolvere. Ma soprattutto voglio comprendere se – come ovviamente nessuno si augura – si debba attendere l’irreparabile per lo svolgimento di questi lavori”, aggiunge Passalacqua.

L’incubo maltempo. Il depuratore sito a Giardini in contrada Pietre Nere, com’è noto, si trova in una posizione molto vicina all’Alcantara e perciò sale l’apprensione per gli impianti dell’ente consortile, che serve Taormina, Giardini, Castelmola (Letojanni viene invece servita dal depuratore di contrada San Filippo). La Regione nel 2017 ha stanziato 730 mila euro con l’impegno del Dipartimento regionale di Protezione Civile per il ripristino del tratto finale dell’alveo del fiume Alcantara, e l’asta fluviale attende un’apposita opera di riassetto ambientale. Le piogge potrebbero innalzare i livelli del fiume e per questo c’è una comprensibile apprensione per questa problematica al momento irrisolta.

Muro a rischio. l muro che delimita gli impianti consortili dal fiume è l’ultima difesa a protezione del depuratore e già qualche anno fa, come detto, si era rischiato il cedimento di quella struttura sotto l’azione pressante delle acque dell’Alcantara quando si verificano piogge insistenti e il livello del fiume si alza. Non a caso, in zona c’era anche un palo dell’Enel, che è stato prontamente spostato anche per evitare il rischio di un black-out nei centri abitati della valle dell’Alcantara, sino anche alla zona di Giarre.

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