Agostino Pappalardo, comandante Polizia Municipale e Commissario liquidatore Asm
Agostino Pappalardo, comandante Polizia locale

Il Comune di Taormina chiede al Comandante della Polizia locale, Agostino Pappalardo di restituire 202 mila euro “per somme corrisposte in eccedenza”. E’ quanto si dispone in un’apposita determina dirigenziale a firma del responsabile dell’Area Economico Finanziaria, Rosario Curcuruto, nella quale si dà avvio ad un’azione di “recupero delle somme stipendiali erroneamente corrisposte per il periodo 2008-2018, in esecuzione della determinazione del responsabile dell’area amministrativa n. 236 del 26 ottobre 2018”. Il procedimento concerne “il recupero delle somme corrisposte in eccedenza al 30 ottobre 2018 e non coperte da termine di prescrizione”.

Asm a costo zero. La notizia che riguarda gli emolumenti percepiti dal Comandante nella Polizia locale arriva proprio nel momento in cui Pappalardo, a seguito della revoca disposta dal Consiglio comunale il 29 agosto scorso, lascia invece Asm, dove dal 2014 ad ora era stato chiamato dalla politica a guidare l’azienda nel ruolo di commissario liquidatore e lo ha fatto a costo zero: portando la municipalizzata al risanamento senza percepire alcun compenso.

La querelle sul contratto. L’atto nel quale il Comune avanza questa richiesta di restituzione delle somme richiama la questione della posizione contrattuale con cui a suo tempo, nel 2001, Pappalardo venne inquadrato al vertice della Polizia locale, quando transitò presso il Comune dai ruoli del Ministero degli Interni – Dipartimento di Polizia di Stato, con la qualifica di Vice Questore aggiunto, a seguito di accoglimento dell’istanza di mobilità. Sul tema era stata contestata a Pappalardo l’assenza di un contratto in essere con l’ente locale, e venne quindi firmato il 28 dicembre un contratto che ha inteso inquadrarlo in una posizione inferiore rispetto a quella dirigenziale finora ricoperta.

Verso il ricorso. Su questa maxi-richiesta ora avanzata dal Comune, Pappalardo farà ricorso al fine di impugnarne l’efficacia. Pappalardo ha già presentato, oltretutto, un primo ricorso al Tribunale di Messina e punta al riconoscimento della piena legittimità di quanto finora svolto in tutti questi anni. Con la determina del 26.10.2018, Pappalardo è stato inquadrato “nella categoria D3/Posizione Economica D3 del Ccnl del 31.03.1999 e col profilo di Funzionario Direttivo”. Gli uffici comunali hanno intrapreso l’iter di “adeguamento dello stipendio spettante a partire dal mese di novembre 2018 a quello di funzionario direttivo, previsto per il personale appartenente alla categoria D3” e “l’adeguamento dell’indennità di posizione a quella prevista dal nuovo CCNL per i titolari di P.O. (posizioni organizzative)”.

I conteggi. E’ stata quindi posta in essere “la predisposizione dei conteggi per il recupero delle somme corrisposte in eccedenza e non coperte dal termine di prescrizione”. Il periodo che è già andato in prescrizione è quello dal 2001 al 2007. Curcuruto ha evidenziato “le difficoltà riscontrate nella contabilizzazione delle somme oggetto di restituzione da parte del dipendente e che si è reso necessario l’intervento di assistenza software e sistemistica al fine di elaborare in maniera corretta il calcolo della quota oggetto di restituzione”. “L’importo da restituire è stato determinato in 202.399,91 euro, al netto delle ritenute fiscali e previdenziali”.

Profili di criticità. Il Comandante Pappalardo, con nota del 10 luglio scorso, a firma del suo legale, l’avv. Enrico Freni, ha osservato che la determina dirigenziale del 26.10.2018 “è stata impugnata per molteplici profili di criticità, davanti al GL (Giudice del Lavoro) del Tribunale di Messina”. Curcuruto ha risposto che “Le citate osservazioni non possono essere accolte in quanto, alla data odierna, non risulta essere sospesa l’efficacia della suddetta Determinazione che pertanto, continua a produrre i propri effetti”.

Pagamento a rate. Il Comune intende procedere nella sua azione, per il recupero delle somme in “modalità di restituzione rateale”, “mediante conguaglio mensile di n. 120 rate, sulla base di quanto previsto dalle vigenti norme in materia”.

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