Matteo Renzi

Matteo Renzi a tutto campo a “Non è l’Arena” nella prima puntata della nuova edizione del programma condotto da Massimo Giletti. “Ora sono più sollevato, sono più libero e sereno, peso tre chili in meno”, così l’ex premier ha battezzato nel salotto televisivo di La7 la nascita del suo nuovo partito, ‘Italia Viva’.

Il referendum. Renzi ricorda di avere detto nel 2014 che non avrebbe creato un nuovo partito: “quando lo dissi c’erano tutte le condizioni per fare un partito fortissimo, avevo preso il 41%, ma pensavo che se avessi fatto un partito staccato dal Pd, avrei perso l’occasione di provare a fare di un partito vecchio una cosa totalmente nuova e innovativa”. “Ci ho creduto, ho lottato come un leone, ma quelli del mio partito brindavano quando c’è stato il referendum, mi hanno insultato, adesso, dopo sette anni in cui una coppia non riesce più ad andare d’accordo, separiamoci e ognuno per la sua strada”.

L’harakiri di Salvini. Quanto è successo in queste settimane “non è né colpa né merito mio, ma di un harakiri, di un autogol devastante” di Matteo Salvini, sostiene Renzi, ricordando che il leader della Lega aveva detto “una cosa impensabile, voleva pieni poteri, e abbiamo dovuto fermarlo per il bene del Paese”. “Con me non ci sono state telefonate, ho solo mandato un messaggino a Salvini quando si è dimesso, perché lui aveva fatto altrettanto con me dopo il referendum”. “Nel momento in cui si lascia un incarico di responsabilità – sottolinea – c’è una sensazione di tristezza, gli ho detto sei un avversario e continuerai a esserlo”, è stato un messaggio per “concedere l’onore delle armi”.

 

I Cinque Stelle. Sul rapporto con il M5S Renzi ha detto di “non aver dimenticato le offese e gli insulti”. “Ho messo da parte i personalismi per il bene del Paese. Ma non ritiro le querele. E se mi dicono che sono un ladro, chi lo fa paga”.

Poteri forti. Rispondendo alla domanda se nella situazione politica delle ultime settimane abbiano avuto un ruolo i poteri forti, Renzi ha detto: “Più che l’espressione dei poteri forti ha avuto un ruolo il pensiero debole di Salvini”. “I mercati – spiega – non sono una cosa astratta. Ai poteri forti, ai mercati basta che l’Italia sia seria, una cosa non vogliono sentire, che l’Italia esce dall’euro”.

Le tasse. Quanto alla proposta lanciata ieri dal premier Giuseppe Conte di tassare merendine, bibite e biglietti aerei, Renzi ammette: “Ho paura di dover dire che sono d’accordo con Di Maio, non possiamo alzare le tasse”.

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