Luigi Di Maio, capo politico del M5S

Luigi Di Maio è in queste ore a New York, dove partecipa alla 74esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite. “Saranno giorni pieni di impegni e questi appuntamenti mi stanno particolarmente a cuore perché avranno al centro un tema che è una vera e propria emergenza, italiana e mondiale: il cambiamento del clima e lo sviluppo sostenibile”, ha detto il ministro degli Esteri.

Il clima. “L’espressione “cambiamento del clima” in realtà ci deve ricordare che la responsabilità è nostra. Non è il clima ad essere “impazzito”, ma siamo noi che abbiamo costruito un modello di sviluppo economico che è diventato il carnefice del nostro pianeta, della terra che ci ospita. Dobbiamo cambiare e dobbiamo farlo in fretta. Lo sviluppo economico non può più mietere vittime, ma deve essere ripensato. Ci conviene non solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico”.

Economia sostenibile. “Ormai infatti sappiamo che l’economia sostenibile, l’economia circolare – dove non si producono più rifiuti, che, evidentemente, sono “errori di progettazione”, come sosteniamo da sempre – genera molti più posti di lavoro rispetto al modello attuale. Questo è un concetto che, insieme con il Presidente Conte e il Ministro dell’ambiente Sergio Costa, ribadiremo con forza lunedì al “Climate Action Summit”. Incontrerò anche i Ministri degli Esteri di vari Paesi e parteciperò a diversi incontri dedicati a tematiche fondamentali: dalla Libia alla Siria, dal Corno d’Africa al Sahel; ma anche la riforma dell’Onu e il processo di integrazione dell’Unione Europea verso i Balcani”.

La questione migranti. “L’Italia deve impegnarsi al massimo per fare cessare la guerra in Libia: una guerra in cui siamo stati trascinati nel 2011 da governanti che non immaginavano altre risposte oltre a conflitto, repressione e violenza. E qual è stato il risultato? Un Paese distrutto, martoriato, teatro di torture e violenze, e punto di partenza in una tratta di disperati che dobbiamo fermare al più presto. Per il bene della Libia e dell’Italia che non può più farsi carico, da sola, di gestire flussi migratori. Il dialogo, e non la guerra, è la strada verso la pace per la Libia. E la redistribuzione dei migranti in tutta Europa è la risposta che come governo chiediamo e che da un anno e mezzo stiamo ottenendo. Questa redistribuzione dovrà diventare automatica, e a questo stiamo lavorando”, ha aggiunto Di Maio.

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