l'ex hotel Villa San Pancrazio nel 1940

Via libera del Comune di Taormina ai lavori di ristrutturazione di “Villa San Pancrazio”. La casa municipale con apposita determina dirigenziale ha rilasciato, infatti, il permesso di costruire per il progetto mirato al restauro conservativo e l’adeguamento normativo dell’ex albergo “Villa San Pancrazio” ubicato in Via Pirandello. Il progetto è stato redatto dall’ing. Roberto D’Andrea su incarico della proprietà dell’immobile, la “Luxury Collection srl” dell’imprenditrice Costanza Giotti.

I lavori dal 2020. Sul progetto c’era già da tempo il parere favorevole rilasciato il 14 novembre 2017 dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Messina. I lavori, secondo l’atto di concessione edilizia a firma del dirigente dell’Ufficio Tecnico comunale, ing. Massimo Puglisi, dovranno essere iniziati, entro un anno dal rilascio del presente permesso di costruire ed ultimati entro tre anni dalla data dell’inizio. Scatterà nel 2020 il cantiere dedito a riportare in vita l’antico immobile – un edificio dei primi del Novecento – che sino a qualche decennio fa era sede di un elegante hotel, nel cui grande giardino annesso c’era un campo da tennis in terra battuta.

La svolta. Il momento di svolta per Villa San Pancrazio, che da parecchi anni si trovava in stato di abbandono e degrado, è arrivato 6 anni fa. Pignorata nel 2013 all’impresa allora proprietaria e poi messa all’asta dopo una serie di controversie giudiziarie, nel novembre 2015 è stata acquistata dalla Luxury Collection Srl, stimata impresa da anni attiva nel settore ricettivo a Taormina e in altre località del panorama siciliano e nazionale, che si è impegnata per il recupero sia delle parte turistico-ricettiva sia di quella storico-culturale.

gli scavi alle antiche Domus

Le antiche domus. All’interno dell’area dove si trova il vecchio complesso alberghiero che verrà ristrutturato si trovano, a valle, anche le domus romane dove dal 2015 è stata condotta, in più fasi, una importante campagna scavi a cura dell’Università di Messina, con il coinvolgimento di circa 70 studenti provenienti dalle Università di Messina, Padova, Venezia, Milano, Catania, Enna, Atene, Salonicco, Siviglia e Roma. Gli scavi hanno visto in prima linea il prof. Lorenzo Campagna, responsabile scientifico per la ricerca archeologica dell’Università di Messina e Alessio Toscano Raffa, coordinatore delle attività di ricerca.

La convenzione. E proprio la campagna scavi è stata effettuata con il pieno supporto della “Luxury Collection srl”, che detiene la proprietà dell’area e ha così dimostrato come pubblico e privato possano dare vita ad una perfetta sinergia, nel rispetto di una convenzione stipulata nel maggio 2016 tra l’Università di Messina, la Soprintendenza di Messina e la stessa Luxury Collection S.r.l.che prevede: archeologia preventiva, prosecuzione delle ricerche, restauro conservativo, progettazione condivisa con le finalità della fruizione, valorizzazione e comunicazione del patrimonio archeologico. Le parti hanno condiviso un percorso finalizzato a contemperare il legittimo interesse imprenditoriale del privato con le opere per assicurare la tutela, il recupero e e la fruizione dell’area archeologica taorminese.

Addizione culturale.  La rinascita del fabbricato alberghiero coinciderà con la valorizzazione del tessuto urbano di età ellenistico-romana che diventerà nei prossimi anni sede di uno spazio museale aperto al pubblico, andando ad arricchire l’offerta culturale della Città di Taormina e rappresentandone una vera e propria addizione nell’offerta per i numerosi visitatori del territorio.

l’ex hotel Villa San Pancrazio

Non invasività. Gli interventi strutturali nell’ex hotel, i consolidamenti e la bonifica di murature, trattandosi di un bene caratterizzato da un valore storico-artistico, in quanto organismo unitario da un punto di vista sia architettonico che urbanistico, verranno eseguiti secondo i principi di non invasività e della reversibilità, applicando quando disposto da una circolare disciplinante in materia da parte del Ministero per i Beni Culturali che regola le norme tecniche per la redazione delle opere di restauro di valore storico-artistico.

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