scaduti i primi contratti nella ristorazione

Iniziano i licenziamenti nelle attività del comparto turistico a Taormina e la Fisascat Cisl torna ad accendere i riflettori sul settore della ristorazione.

Verso un inverno da incubo. “Nella giornata odierna (ieri, ndr) – affermano in una nota i segretari Pancrazio Di Leo e Salvatore D’Agostino – abbiamo ricevuto le prime richieste di avvio dell’istanza per l’indennità di disoccupazione e si tratta di lavoratori che operano nel settore della ristorazione. Questi lavoratori hanno, dunque, concluso il periodo lavorativo quando ancora non è nemmeno finito il mese di settembre e per molti altri sarà lo stesso da qui a poche settimane, quindi li attende un lungo periodo di disoccupazione (involontaria) che si protrarrà sino alla prossima primavera. Come faranno questi lavoratori e le loro famiglie a sopravvivere per 6-7 mesi? E nel frattempo le attività della ristorazione che hanno già licenziato i lavoratori, chiuderanno o rimarranno aperte? E in tal caso con quale personale e a quali condizioni?”.

Più controlli. “A questo punto rinnoviamo la richiesta di controlli più serrati da parte degli organi preposti – continuano Di Leo e D’Agostino -. Le irregolarità riscontrate nei giorni scorsi dalla Polizia locale di Taormina in un locale circa la posizione di due lavoratori, evidentemente, non rappresentano un caso isolato. Non disponiamo al momento di dati esatti ma non occorrono le statistiche per accorgersi che ad agosto Taormina e il comprensorio presentavano una situazione da “giungla”. La questione riguarda migliaia di lavoratori e le loro famiglie. E’ arrivato il momento di fare chiarezza e porre fine ad anomalie, contratti “pirata” e mancato rispetto dei diritti retributivi e previdenziali dei lavoratori. Il minore periodo lavorativo produce inoltre un danno irreversibile ai fini della futura pensione”.

© Riproduzione Riservata

Commenti