il premier Giuseppe Conte

Giuseppe Conte interviene ad Atreju, all’evento organizzato da Fratelli d’Italia, e non risparmia nuove frecciate a Matteo Salvini. “In Europa c’è molta disponibilità a venire incontro alle esigenze dell’Italia. Vogliono che un Paese fondatore dia il suo contributo, anche se critico. Chiedete a Orban perché non ha seguito Salvini. La Lega si è trovata isolata, anche con altre forze più a destra di Visegrad. Dai Paesi di Visegrad l’Italia raramente è stata sopportata, a partire dai migranti.

Il rapporto con il PD. A chi lo accusa di essere non soltanto adesso un alleato del Partito Democratico ma anche di avere un passato vicino al PD, Conte ha risposto: “Non ho nessuna tessera di partito. Non ho mai frequentato il Partito Democratico, non ho mai partecipato a un loro incontro politico e nemmeno a un convegno politico. La mia formazione è il cattolicesimo democratico, quindi tendenzialmente se vogliamo parlare delle categorie attuali è un centro che guarda a sinistra. Conosco bene il Movimento Cinque Stelle e riconosco il loro ruolo di rottura, pungolo e stimolo critico che hanno avuto nel panorama politico italiano, con una forza d’urto anti-sistema. Con il PD ci siamo incontrati nei giorni della crisi e abbiamo lavorato insieme al programma con un tavolo che ho coordinato io, ci stiamo conoscendo adesso”.

Più a destra di Visegrad. Conte ha, quindi, spiegato che il suo ex vice, Salvini, oggi è più a destra dei paesi di Visegrad: “La Lega si è ritrovata completamente poi isolata perché con Afd e altre forze in questo momento sono ancora più a destra di alcuni governi di Visegrad. E l’Italia dai Paesi di Visegrad raramente è stata supportata. E se oggi trovo grandi aperture, non è dai Paesi di Visegrad. C’è modo e modo per interpretare l’interesse nazionale e il nazionalismo, quello è un modo isolazionista. Non è praticabile, perché oggi siamo in un sistema integrato e ragionare come se fossimo isolati non ci porta da nessuna parte”.

Renzi non demolisce. “Matteo Renzi un “demolition man” per il governo? “Non ho motivo di crederlo”, aggiunge Conte, evidenziando: “Durante la formazione del governo non ho sentito mai Renzi. Mi sono relazionato solo con il leader del PD. Ho sentito Renzi la sera prima che annunciasse i gruppi. Nessuna rabbia, ma gli ho detto che se mi avesse chiamato o avvertito, io – ma anche in senso positivo – avrei preteso che l’interlocuzione avvenisse anche con il suo gruppo, prima di chiedere la fiducia”.

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