il muro a difesa degli impianti di depurazione a Giardini

Il via ai lavori era atteso nel mese di giugno ma alle porte di ottobre diventa un mistero l’iter per i lavori di risagomatura dell’argine sinistro dell’Alcantara. I lavori non sono iniziati e non si sa quando scatteranno. La stagione del bel tempo è al capolinea, i mesi delle piogge incombono con un primo temporale arrivato proprio nel pomeriggio di ieri e allora si riaffaccia la paura per il depuratore di Giardini Naxos, che si trova a pochi passi dal fiume e che già in passato è stato a più riprese minacciato dal rischio di piena – e relativa esondazione – del fiume.

Nessuna risposta. Sulla vicenda non fa mistero della sua apprensione il presidente del Consorzio Rete Fognante, Mauro Passalacqua. “Abbiamo tentato anche in queste ore di metterci in contatto con il Dipartimento regionale di Protezione Civile ma al momento da Palermo non abbiamo risposte. Non abbiamo avuto nessuna comunicazione. Nei mesi scorsi mi era stato detto che bisognava aspettare la prima secca, anche perché il mese di maggio era stato quest’anno particolarmente instabile e piovoso ma poi non c’è stata nessun’altra novità. Continuiamo ad aspettare che vengano avviati i lavori e a questo punto, con il ritorno delle piogge, siamo sicuramente molto preoccupati”.

La paura. In effetti si tratta di lavori che potevano essere agevolati proprio dal periodo di secca e quindi dalla stagione del bel tempo e che, alle porte dell’autunno e poi dell’inverno, ora rischiano di andare incontro alle avversità climatiche. Si va verso quei mesi che complicano evidentemente la programmazione di un cantiere e a maggior ragione lo svolgimento di questa tipologia di interventi. Il depuratore sito a Giardini in contrada Pietre Nere, com’è noto, si trova in una posizione molto vicina all’Alcantara e perciò sale l’apprensione per gli impianti dell’ente consortile, che serve Taormina, Giardini, Castelmola (Letojanni viene invece servita dal depuratore di contrada San Filippo)

Il finanziamento. La Regione nel 2017 ha stanziato 730 mila euro con l’impegno del Dipartimento regionale di Protezione Civile per il ripristino del tratto finale dell’alveo del fiume Alcantara, e l’asta fluviale attende un’apposita opera di riassetto ambientale. Al momento non tramonta e anzi si rischia che possa così riaffacciarsi l’incubo a più riprese da qualche anno a questa parte nelle stagioni piovose. Non si sa quando inizieranno i lavori e ci si augura che il maltempo non porti piogge insistenti in zona, così da non innalzare il livello del fiume.

Dramma sfiorato. Come si ricorderà, nel gennaio di due anni fa il fiume Alcantara in piena, proprio accanto all’impianto di depurazione di Giardini, aveva ormai esondato raggiungendo in parte gli stabilimenti del Consorzio e stava per crollare il muro che rappresenta l’ultima difesa del Consorzio. In quel caso si sfiorò il dramma e si rese anche necessario spostare un palo dell’Enel, che serviva numerosi Comuni della zona ed era stato accerchiato dall’avanzata delle acque, con la relativa minaccia – poi prontamente disinnescata – di un black out nei centri abitati della valle dell’Alcantara sino anche alla zona di Giarre.

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