Carola Rackete (foto Euronews)

“Tornerò in mare? Continuo ad essere nella lista di emergenza della Sea Watch e, se mi chiamassero, andrei immediatamente”. Così Carola Rackete nel corso dell’intervista rilasciata al programma di La7 “Piazza Pulita” si è detta pronta a tornare in mare per aiutare i migranti. “Sono pronta a salvare altre persone”.

Migranti in un porto sicuro. Sui motivi che l’hanno spinta a forzare il blocco delle autorità italiane, Rackete ha dichiarato: “Volevamo mantenere fede alla legge internazionale, quindi portare i migranti in un porto sicuro. I porti libici, anche per la commissione Ue, non sono sicuri. Violano i diritti umani costantemente. Molti reportage raccontano abusi e sequestri. Riportare queste persone in Libia avrebbe significato violare la convenzione di Ginevra sui diritti umani. Lampedusa era il porto sicuro più vicino”.

Il pensiero comune. “Il problema che molte persone ritengono particolarmente spaventoso l’immigrazione, non lo è affatto per noi perché le cifre di persone che riescono a raggiungere Ue sono solo una esigua percentuale” ha aggiunto alla trasmissione in onda su La7. “Quello che dobbiamo fare è accettare e integrare queste persone nelle nostre società”.

La denuncia a Salvini. In merito a Matteo Salvini, dopo la querela, Carola Rackete ha detto: “Io vorrei dire che di professione faccio l’ecologista, sinceramente non mi interesso della politica interna quando il mondo sta andando al collasso”. Poi ha sferrato un attacco alla Ue: “Penso sia colpa dell’Unione europea che in toto non riesce a trovare una soluzione per prevenire casi del genere”.

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