Gianluigi Paragone

“Tutti sapevano che Renzi avrebbe lasciato il Partito Democratico e come sarebbe andata a fine. E’ come Ciaula scopre la Luna. E’ un’operazione che non può essere considerata una sorpresa ma che invece è stata studiata ad arte, anche il fatto di aver accompagnato il governo alla sua formazione per poi essere il primo ad uscirne”. Così Gianluigi Paragone fa un’interessante analisi delle mosse di Matteo Renzi.

Il vero obiettivo. “E’ uno che ha capito come si gestisce il potere. Renzi il suo occhio sta già guardando alle nomine che rappresentano il vero sistema di potere italiano: Eni, Enel, Leonardo, Poste Italiane. Il resto, le parole sui sottosegretari, sono soltanto una manfrina”.

La trama di Renzi. “Renzi magari chiederà un rimpasto dopo le Regionali ma non staccherà la spina a breve al governo. Lui si vuole posizionare nella vera trama del potere italiano, nelle griglie di potere che c’è attorno alle partecipate dello Stato. La lettura di questa iniziativa è questa. Alle urne non potrà fare un exploit ma farà valere la sua densità politica. Lui sa che dentro il sistema di potere potrà costruire il suo potere. Non è più simpatico e non sarà più un vincente tra la gente, non avrà più il 40% ma può diventare uno di cui il palazzo si fida”.

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