i furbetti della Tari

Non si ferma la “caccia” del Comune di Taormina agli evasori della Tari. Si registrano, infatti, numerosi nuovi casi di utenti che sono stati rintracciati o in diverse circostanze hanno deciso di propria spontanea volontà di lasciare il limbo e sono usciti allo scoperto per dichiarare alla casa municipale la loro posizione. Così ha raggiunto quota 450 persone la stima dei nuovi utenti Tari.

Utenti fantasma. Si tratta di gente che, in sostanza, sino a questo momento virtualmente non esisteva a Taormina ma che in realtà esiste eccome, e che adesso entra nel database di Palazzo dei Giurati, di riflesso aumentando in modo significativo il gettito dell’imposta sui rifiuti in vista del prossimo anno. Il Comune potrà consolidare il quantum che entrerà nel forziere comunale e stando ad alcune proiezioni si parla di un recupero in atto di somme consistenti, che potrebbero determinare un “tesoretto” da circa 90 mila euro.

Il ruolo del porta a porta. Soddisfazione viene espressa per questa svolta dall’Amministrazione comunale, che attribuisce un peso determinante in questa svolta alla differenziata e quindi al porta a porta lanciato sul territorio, a seguito del quale parecchi “furbetti” non avrebbero avuto praticamente altra scelta che rivelare la propria posizione e affrettarsi a mettersi in regola. “Gli uffici stanno andando avanti con gli accertamenti e stanno proseguendo un’attività che ha svelato un numero significativo di evasori, consentendo al Comune di poter recuperare somme davvero importanti”, afferma il vicesindaco Enzo Scibilia.

Furbi e onesti. I nuovi utenti adesso stanno regolarizzando la loro situazione e viene quantificato quanto è dovuto all’ente locale, con le relative somme che dovranno essere versate al Comune. E’ una buona notizia, in qualche modo, per coloro che hanno sempre pagato con puntualità le loro bollette e che di anno in anno hanno fatto fronte ai loro oneri con regolarità a differenza di chi si sottraeva al proprio dovere. Analoghe problematiche si erano registrate a Taormina anche in altri settori, come ad esempio per le bollette dell’acqua dove qualche anno fa, nel 2008, è emerso si erano accumulate pendenze da parte di tantissime utenze verso il Comune per un ammontare di circa 6 milioni di euro.

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