Matteo Renzi (foto Riccardo De Luca)

Matteo Renzi ha deciso e la scelta è quella che era nell’aria ormai da mesi. Stamattina l’annuncio ufficiale postato sulle sue pagine social dall’ex premier: “Ho deciso di lasciare il PD e di costruire insieme ad altri una Casa nuova per fare politica in modo diverso. Dopo sette anni di fuoco amico penso si debba prendere atto che i nostri valori, le nostre idee, i nostri sogni non possono essere tutti i giorni oggetto di litigi interni. La vittoria che abbiamo ottenuto in Parlamento contro il populismo e Salvini è stata importante per salvare l’Italia, ma non basta. Adesso si tratta di costruire una Casa giovane, innovativa, femminista, dove si lancino idee e proposte per l’Italia e per la nostra Europa. C’è uno spazio enorme per una politica diversa. Per una politica viva, fatta di passioni e di partecipazione. Questo spazio attende solo il nostro impegno”.

La nuova sfida. “Lascio le polemiche e le dietrologie a chi sta nei palazzi. Io sorrido a tutti e auguro buon ritorno a chi adesso rientrerà nel Pd. E in bocca al lupo a chi vi resterà. Per me c’è una strada nuova da percorrere. Lo faremo zaino in spalla, passo dopo passo. La politica richiede proposte e coraggio, non solo giochi di corrente. Noi ci siamo. Offriamo il nostro entusiasmo a chi ci darà una mano. Offriamo il nostro rispetto a chi ci criticherà. Ma offriremo soprattutto idee e sogni per l’Italia di domani. Ci vediamo alla Leopolda”.

I rumors. Le prime anticipazioni dell’ormai imminente annuncio dell’addio di Renzi al Pd erano arrivate nelle scorse ore in un’intervista a “Il Giornale”, nella quale si prospettava la volontà dell’ex premier di creare il suo nuovo movimento che, affiancando i comitati civici di ‘Ritorno al futuro’, nascerà sia in Parlamento con un gruppo autonomo alla Camera e una componente nel misto al Senato, sia al governo con 2 ministri, Bellanova e Bonetti, e 2 sottosegretari, Ascani e Scalfarotto.

Machiavelli. In un’intervista di sabato scorso al Times, l’ex premier raccontava di aver lavorato quando era sindaco nell’antico studio di Machiavelli ma “posso dirvi che non sono machiavellico”. Renzi lascerà il Pd ma assumerà la cabina di regia del governo, controllando i gruppi parlamentari che sosterranno il governo da poco formatosi. Sarà lui a dettare l’agenda politica.

Sostegno a Conte. Il nuovo movimento potrebbe chiamarsi ‘Italia del sì’, ma (almeno per adesso) non sarà un pericolo per il governo, anzi “paradossalmente – garantisce Renzi sempre nell’intervista al Times – ne amplierebbe il sostegno”. L’ex premier avrebbe assicurato lealtà a Conte.

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