la frana di contrada Lappio
la frana di contrada Costa don Lappio

La Regione Siciliana ha revocato il finanziamento al Comune di Taormina per la frana di contrada Costa don Lappio. Arriva, dunque, la peggiore notizia possibile per l’attesa sistemazione della frana in atto ormai dal lontano 2003 nel costone ai piedi della Via Porta Pasquale, in prossimità della Via Garipoli (bretella A18). L’emergenza della frana di Lappio torna così prepotentemente alla ribalta con un finale amaro e un flop che dovrà fare riflettere tutta la politica taorminese dell’ultimo ventennio. E ora più che mai ci si chiede quando potrà essere messo in sicurezza il versante interessato dallo smottamento.

Fondi revocati. Il finanziamento era ormai a rischio da tempo e il Comune di Taormina, su iniziativa della nuova Amministrazione insediatasi nella primavera 2018, aveva approvato ad inizio anno la rimodulazione del progetto relativo ai lavori di consolidamento a suo tempo finanziati da Palermo. Era stato così fatto il tentativo di rimettere in piedi un iter che, di fatto, si era già da tempo arenato e con i lavori che vennero appaltati nel 2012 (gara poi bloccata) ma che non sono mai partiti. Al capolinea di questa vicenda gli uffici della Regione hanno chiuso il discorso, decidendo di non confermare più la disponibilità delle somme e revocando lo stanziamento.

“Nulla da fare”. “Il finanziamento è stato revocato – conferma l’assessore ai Lavori pubblici, Enzo Scibilia -. Abbiamo fatto il possibile per salvare lo stanziamento ma non c’è stato niente da fare. Il progetto che a suo tempo era stato fatto è stato ritenuto economicamente insufficiente dagli uffici regionali e non in grado di risolvere il problema della frana. Certamente non per nostre responsabilità la vicenda ha avuto questo esito negativo”.

L’ultima mossa. Va così in fumo un finanziamento da oltre 800 mila euro e, a questo punto, il Comune potrebbe ricominciare daccapo un nuovo iter. Finisce, intanto, nel peggior modo un estenuante procedura in atto da tanto, troppo, tempo. L’ultimo atto formale della vicenda c’era stato lo scorso febbraio quando era stata approvata con apposita determina dirigenziale la perizia di variante, un atto richiesto dalla Regione ed un passaggio che serviva per provare a tenere vive le residue possibilità di non perdere il finanziamento. Dopo una serie di trasferte a Palermo degli amministratori taorminesi si confidava in una svolta attraverso l’ok della Regione alla variante, l’ultima mossa nel tentativo di imporre un’accelerazione ad un iter impantanatosi sino alla perdita del finanziamento. Per altro, il Dipartimento regionale della Protezione Civile, a sua volta, già nel periodo del G7, nel 2017, aveva dato disponibilità a sostenere alcuni interventi più a valle della frana, ai “piedi” praticamente del fronte di smottamento che si protrae dal 2003.

La “spada di Damocle”. La frana di contrada Costa don Lappio in questi anni ha danneggiato in modo evidente anche un immobile sito di un cittadino sito in vetta al costone, che ha subito lesioni strutturali al fabbricato, ed è una “spada di Damocle” sui tornanti della Via Garipoli ma anche per il tracciato dell’autostrada Messina-Catania. Da tempo il fronte di frana ha ampiamente superato i 12 metri di profondità e adesso si spera che finalmente si riesce ad agire per porre rimedio ad una situazione che adesso non può che farsi ancora più preoccupante con il ritorno ormai imminente della stagione della piogge.

L’iter infinito. Il progetto in variante per i lavori della frana di contrada Lappio, redatto dalla direzione lavori ed acquisito al protocollo generale di Palazzo dei Giurati nell’ottobre 2018, prevedeva opere per un importo complessivo di 851.108,72 euro. La modifica del piano di intervento era arrivata ad inizio 2019 sulla base di una serie di rilievi mossi dal Dipartimento Regionale Tecnico e dall’Assessorato Territorio ed Ambiente, nelle varie riunioni e in particolare già nel dicembre 2017. Il precedente progetto del Comune era stato già approvato nel maggio 2011 per un importo allora di 950 mila euro. Le opere da eseguire in contrada Lappio erano state finanziate il 18 gennaio 2012 dalla Regione per 851 mila euro. Nel 2012 ci fu quindi l’aggiudicazione provvisoria all’impresa incaricata, tramite procedura all’Urega, e nel marzo 2015 ci fu lo stop alla gara d’appalto con la sospensione dell’iter per i lavori “per fatti imprevisti al momento della stipula del contratto” e si rese quindi necessaria la variante al progetto. Che però non ha sortito effetto risolutivo.

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