Alessandro Di Battista

“Gli inceneritori si chiamano inceneritori, non termovalorizzatori. Le guerre di invasione si chiamano guerre di invasione, non missioni di pace. Le misure di macelleria sociale si chiamano misure di macelleria sociale, non aggiustamenti strutturali. E la revoca delle concessioni autostradali ai Benetton si chiama revoca. Revoca e basta.
Queste sono le mie idee e sono sempre le stesse”. Così Alessandro Di Battista lancia un messaggio agli alleati di governo con un post social nel quale, in particolare, si sofferma in particolare sulla concessione per Autostrade. Nel Partito Democratico si ipotizza la “revisione” del contratto in essere, l’esponente grillino spinge per la”revoca”.

Le perplessità. Di Battista ha rilasciato nelle scorse ore anche un’intervista al programma “Dritto e Rovescio” e non ha fatto mistero del suo scetticismo sul Partito democratico, che per lui “resta il partito garante di questo sistema“. Ma non si sbilancia neanche su Giuseppe Conte. “Staremo a vedere. Come tutti quanti i cittadini io sono un elettore, quindi un datore di lavoro dei politici e aspetterò di vedere e giudicherò i risultati”. Parola di Alessandro Di Battista, che interviene per la prima volta pubblicamente dalla nascita del governo Conte 2, sostenuto dal Pd e dal M5s. “Speriamo bene, che vi devo dire? Non è un segreto di Stato il fatto che io sia scettico, conosco il Partito Democratico. Vedremo, come tutti i cittadini, mi auguro il meglio”.

I veti del PD. “Se mi hanno chiesto di entrare al governo? Credo che il Partito democratico abbia, in un certo senso, posto dei veti. Però è pur vero che io avevo esternato, non dico pubblicamente, però lo scrivono i giornali, uno scetticismo rispetto a questa cosa, quindi è anche comprensibile. Poi io sono un uomo piuttosto divisivo: le mie idee sono abbastanza nette da sempre e le metto sempre davanti a tutto. Per me le mie idee sono la cosa più importante che ho, oltre a mio figlio”, ha detto l’ex parlamentare del M5s a Dritto e Rovescio, il talk show condotto da Paolo Del Debbio su Rete 4.

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