Matteo Richetti

In una intervista a “Il Foglio” Matteo Richetti spiega il suo addio al Partito Democratico e per quale motivo non ha votato la fiducia al governo. Non ne fa soltanto una questione di coerenza il senatore che sino a poco tempo fa era uno dei fedelissimi di Renzi: “Vi racconto tutto quello che ho dentro e perché ho fatto questa scelta e perché non posso accettare di sostenere un governo nato su insostenibili basi di convenienza e ambiguità”.

Il pericolo Salvini. “Non ho mai detto ‘non ci si dialoga con quelli’. Non ero per il no preventivo, come Carlo Calenda. Ma il Pd ha utilizzato il pericolo Salvini, che è un pericolo vero, per legittimare qualsiasi tipo di decisione. Si è andati oltre il consentito”, dice al Foglio il senatore ex Pd che è passato al Gruppo misto.

Un altro premier. “Anzitutto, sarebbe servito un premier diverso da quello che ha governato con Salvini. Non possiamo pensare che Salvini sia stato da solo il protagonista degli ultimi 14 mesi di governo, altrimenti non avrebbe avuto bisogno di chiedere pieni poteri”. Insomma, “va bene tutto nella vita ma per la seconda volta Conte in aula ha dato lezioni di democrazia e Costituzione a Salvini dopo che ne ha sopportato le scorribande, cessate solo quando Salvini si è stufato”.

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