Dario Franceschini e i ministri Pd dopo il giuramento per il governo

Il governo giallorosso è nato da pochi giorni e adesso il Partito Democratico spinge sull’acceleratore per convincere il Movimento Cinque Stelle ad una alleanza anche in vista delle Regionali, che già in autunno chiameranno tanti italiani alle urne, dall’Umbria, all’Emilia e la Calabria. “Così batteremo Salvini”, è il mantra che lanciano i democratici per incassare il placet del M5S.

Una nuova stagione. A credere che sia possibile questa intesa è soprattutto il neoministro alla Cultura Dario Franceschini e ci sta pensando anche il segretario democratico Nicola Zingaretti. “L’idea è corretta”, ha detto il leader Pd. “Bisogna rispettare le realtà locali, ma se governiamo su un programma chiaro l’Italia, perché non provare anche nelle Regioni ad aprire un processo per rinnovare e cambiare? Ho sempre creduto nella necessità di aprire con coraggio una nuova stagione e questo può essere un capitolo importante per cambiare e migliorare la vita delle persone”.

Il diplomatico. Il primo ad aprire un varco è stato, non a caso, proprio Franceschini che è stato uno dei principali promotori dell’attuale intesa a livello nazionale e che già aveva aperto al dialogo dopo le politiche del 2018 e a luglio scorso, poco prima che scoppiasse la crisi di governo. Franceschini, dopo aver guidato la diplomazia democratica al patto di governo, ora crede nel bis anche in vista delle Regionali. “So che è difficile”, ha detto a Repubblica, “ma se governiamo bene, evitando la logica del ‘contratto’, cercando sempre la sintesi allora questa squadra può diventare il seme di una futura alleanza. Per battere la destra, vale la pena provarci. So che ci sono posizioni diverse da noi e nei Cinque Stelle. Io parlo di una alleanza tra tutto il centrosinistra e il M5s”.

Rebus Renzi. Ovviamente bisogna anche vedere, nel frattempo, cosa ne penserà Matteo Renzi, che controlla di fatto i gruppi parlamentari e viene considerato l’uomo ombra del nuovo governo. La Leopolda di ottobre, in particolare, dirà se Renzi vuole restare davvero nel Partito Democratico o se traccerà la rotta per la nascita di un nuovo soggetto politico.

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