Luigi Di Maio, ministro degli Esteri

Il Corriere della Sera analizza in un approfondimento la posizione di Luigi Di Maio nel nuovo governo, che sta facendo discutere sia per il nuovo ruolo sia per le dichiarazioni del capo politico del M5S che a più riprese ha lanciato al Pd dei messaggi come “Non consentiremo più a nessuno di trattaci come ha fatto Salvini”.

La foto del “comando”. Se la foto di Luigi Di Maio con tutti i suoi ministri al tavolo della Farnesina continua a sollevare sopraccigli dentro il governo – evidenzia il Corriere della Sera -, è perché non è stato uno spot estemporaneo, ma uno scatto simbolico studiato nei dettagli per mostrare chi comanda. Un avviso ai naviganti indirizzato al Pd, ai 5 Stelle e anche a Palazzo Chigi, dove serpeggia il timore che il ministro degli Esteri possa mutarsi nel «Salvini» del governo giallorosso, incline a procedere per strappi e «sgrammaticature». I collaboratori di Di Maio sdrammatizzano, ma intanto confermano che il consiglio dei ministri «ombra» tornerà periodicamente a riunirsi.

La strategia. Per blindarsi e puntellare la sua leadership, minacciata dal crescente consenso di Giuseppe Conte, il non più vicepremier vedrà i suoi parlamentari una volta a settimana e l’immenso edificio diventerà il quartier generale del nuovo potere stellato.

La risposta di Zingaretti. Nicola Zingaretti, sempre secondo quanto riferisce il Corriere, ha chiesto ai dirigenti dei democratici di non raccogliere le provocazioni, perché il governo ha tre giorni di vita e le tensioni sono già potenzialmente esplosive. Le prime discussioni si sono già scatenate sul caso Autostrade e sulla richiesta dei Cinque Stelle di “revocare” la concessione, mentre i democratici attraverso dichiarazioni del ministro alle Infrastrutture, De Micheli, hanno parlato di “revisione” degli atti in essere. Ecco perché Zingaretti chiede toni bassi e non vuole dare assist mediatici a Di Maio per accendere la contesa e prendersi la scena.

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