Matteo Salvini

“Vigliacchi, M5s e Pd si detestano ma si sono messi d’accordo per non far votare gli italiani. Che bella figura Conte, l’ex avvocato del Popolo, oggi avvocato di Pd, Merkel e Macron. Fino a due settimane fa grillini e democratici si insultavano furiosamente l’uno con l’altro. Il governo dell’odio è quello che sta per nascere. Sono orgoglioso di essere rimasto fuori da questo mercato delle vacche indegno”. Così Matteo Salvini commenta la nascita del nuovo Esecutivo. “L’unica colpa che ho è di essere stato ingenuo – sottolinea il leader leghista – ritenevo di vivere in un Paese democratico. I miei genitori mi hanno educato con sani principi. Ho sottovalutato la voglia di poltrone dei grillini e la loro mancanza di dignità. Del Pd lo sapevo, ma non mi aspettavo che i Cinquestelle fossero diventati peggio della casta che hanno sempre giurato di voler combattere. I grillini ormai sono il partito delle poltrone”.

L’attacco ai ministri. Salvini, attraverso i social, ha lanciato un duro attacco: “Paola De Micheli alle Infrastrutture e Trasporti. Ha fatto tanto bene come commissario alla ricostruzione delle aree colpite dal terremoto… Promuoviamola”. “Al Viminale hanno messo un tecnico”, ha continuato Salvini, “non hanno voluto nemmeno metterci la faccia. Io sono a disposizione del nuovo ministro per dare qualche consiglio, ma se dovessi vedere che i porti si riaprono faremo una battaglia in Parlamento e nelle piazze. E tutti i sindaci della Lega diranno no”. Il leader della Lega non ha risparmiato nessuno: “Leggo che il nuovo ministro della Pubblica istruzione Fioramonti vuole imporre una tassa sulle merendine. Ma neanche se uno si mette d’impegno può partorire una cosa del genere. Pane e acqua e le scuole italiane tornano a crescere. Vigileremo perché queste follie rimangano solo sulla carta”. “All’Economia hanno messo Gualtieri, che ha detto che il voto degli italiani non conta un ca….o. Bravi, complimenti”.

“Il gioco delle poltrone”. “Sono orgoglioso e convinto della scelta fatta: c’era un governo bloccato e litigioso, pronto a cedere ai diktat dell’Europa, e ho deciso di rimettere il destino del Paese nelle mani del popolo italiano. Ma qualcuno, rinnegando la propria natura, ha preferito il gioco delle poltrone. Possono scappare, Amici, ma prima o poi si vota”.

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