Antonio D'Aveni, consigliere comunale di opposizione

“La maggioranza per giustificare la volontà di cacciare Pappalardo da Asm sostiene che Pappalardo debba rientrare nel Corpo dei Vigili urbani perché l’organico è sottodimensionato ma allora come mai, allo stesso tempo, si fa andare via il vicecomandante Daniele Lo Presti al Comune di Messina? E’ un controsenso e le cose evidentemente non stanno così”. Lo afferma il consigliere di opposizione Antonio D’Aveni sull’avvenuta rimozione di Agostino Papplardo dal ruolo di liquidatore Asm con la contestuale nomina di Antonio Fiumefreddo. La maratona consiliare su Asm ha visto protagonista proprio D’Aveni che ha presentato il numero record di 44 emendamenti sulla situazione dell’azienda e sui contenuti della delibera proposta e poi esitata dai consiglieri di maggioranza.

Scelta non condivisa. “Il sindaco ci chiede di incontrare ora l’avv. Fiumefreddo – evidenzia D’Aveni – ma perché adesso e non prima? Lo hanno scelto già fatto senza consultarci. Che dialogo è questo?. La verità è che non sono stati capaci di trovare all’interno dell’Amministrazione un nome con le competenze in grado di portare Asm fuori dalla liquidazione. Noi auspichiamo che Asm ritorni al più presto ad una condizione di normalità ed esca dalla liquidazione ma questo si poteva fare anche lasciando al suo posto Pappalardo con il consulente Enrico Spicuzza, anziché gravare l’azienda di altre spese. La maggioranza dice persino di aver “premiato” Pappalardo ma in quella delibera c’è tutto tranne che un premio. E se togliere, rimuovere e defenestrare significare fare “un regalo”, allora la maggioranza sfiduci il sindaco e faccia questo regalo alla città”.

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