Carlo Calenda

Ne ha per tutti Carlo Calenda, che dopo aver deciso di lasciare il Pd va all’attacco del patto di governo con i grillini e ovviamente non risparmia poi un duro attacco anche alla Lega. “Renzi formerà i suoi gruppi parlamentari a ottobre: lo sanno tutti. Davvero pensiamo che questa maggioranza possa reggere?”. L’europarlamentare dem, che due giorni fa si è dimesso dalla direzione del partito, si è detto convinto che Renzi “farà i gruppi separati, dirà che voleva un governo istituzionale e non con i 5 stelle, disinnescherà le clausole Iva, farà cadere il governo e proverà a riprendersi il Pd”.

Messaggio al Pd. “Ci ripensi Zingaretti, perché io non sto in un partito che fa l’accordo con i 5 stelle. Ma se non si fa l’accordo, io sto nel partito”. “L’idea che Di Maio, che non ha presidiato una crisi aziendale, dia diktat al mio partito e’ una cosa che mi fa vomitare”, ha aggiunto Calenda. Parlando come se fosse ancora dentro il partito, l’europarlamentare ha ricordato che “Franceschini, quando tempo fa proponeva di dialogare con il M5S, veniva lapidato, non era mai capitato un voltafaccia di questo genere di un’intera classe dirigente”. “Hanno fatto un programma che fa ridere i polli – ha detto ancora -. Si può anche accettare di fare un accordo con chi non c’entra niente con la tua storia ma almeno lo fai seriamente”.

Governo senza dignità. “Questo governo comincia privo di dignità e se si pensa che possa sgonfiare la destra non si è capito che, facendo così, non facciamo altro che gonfiare la destra”, ha proseguito l’ex ministro, “forse Di Maio rientrerà e credo che farà il vicepremier, ingoieremo altre cose, dicendo che lo faremo per il bene del paese. Ma il bene del paese è fare il governo con questi scappati di casa?”.

L’attacco a Salvini. Calenda arringa poi contro Salvini: “È un barattolo vuoto, che si riempie delle paure degli italiani: ma se qualcuno dice che con lui c’è il rischio di un colpo di Stato questa ipotesi non regge”. L’ex ministro ha ribadito che la soluzione migliore alla crisi di governo “era quella di tornare al voto”. “Salvini, Meloni, Zaia ora si faranno mesi di campagna elettorale – ha detto ancora – e nessuno sarà in grado di provare che Salvini non avrebbe fatto un taglio fiscale da 50 miliardi”. Del leader leghista ha detto che “è ‘morto’, perché ha fatto un paio di errori di posizionamento internazionale”. Ma, secondo Calenda, il problema non e’ Salvini, perché “dopo ce ne sarà un altro”.

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