L’Asp Messina dispone ufficialmente l’attivazione del servizio di vigilanza armata al Pronto Soccorso di Taormina e in una nota esprime soddisfazione la senatrice Urania Papatheu, l’esponente siciliana di Forza Italia che lo scorso luglio aveva portato in sede parlamentare le vicissitudini del Pronto Soccorso di contrada Sirina e nell’occasione aveva anche presentato un’interrogazione al Ministero dell’Interno proprio per chiedere proprio l’istituzione di un servizio di vigilanza armata all’ospedale di Taormina. La senatrice di FI aveva, inoltre, posto la problematica all’Asp anche con la richiesta di un tavolo tecnico di discussione dell’emergenza sicurezza (e del problema del potenziamento dell’organico).

Svolta di buon senso. “L’iniziativa assunta dal direttore generale dell’Asp Messina, dott. Paolo La Paglia è un atto di buon senso, che certamente merita un plauso – afferma Papatheu -. Si concretizza in questo modo una prima svolta che potrà dare maggiore tranquillità sia a medici e infermieri che agli utenti stessi, contribuendo a determinare un clima di maggiore serenità nel contesto ospedaliero, dove troppo spesso nel corso degli anni e anche di recente si sono verificati momenti di tensione e aggressioni. Per questo avevo sollecitato una presa di posizione immediata e risolutiva, che finalmente è arrivata da parte dell’Asp”. “Sarà importante dare continuità a questo primo provvedimento che avvia il servizio di vigilanza – aggiunge Papatheu – e rendere stabile questo presidio”.

Potenziare l’organico. La parlamentare, infine, rimarca la necessità di un potenziamento dell’organico del Pronto Soccorso: “L’avvenuta attivazione della vigilanza al Pronto Soccorso è un segnale importante perché dimostra che le soluzioni per risolvere le criticità si possono e si devono trovare. Ora sarà altrettanto fondamentale individuare ed attuare, quanto prima, il giusto percorso per integrare nuove risorse umane ai pochi medici ed infermieri attualmente sono in servizio al PS di Taormina e soprattutto ridurre i tempi di attesa per i pazienti, che troppo spesso diventano estenuanti e inaccettabili”.

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