Matteo Salvini (foto adnkronos)

“L’ipotesi di un governo Pd m5s sta facendo rabbrividire cittadini e imprenditori: qualcuno sta pensando di riportare al governo chi gli italiani hanno cacciato dalla porta. Le vie del Signore e della Lega sono infinite: rivedere al governo le Boschi e i Renzi no, c’è un minimo di dignità da preservare”. Così Matteo Salvini torna a commentare la situazione politica che si sta avviando verso un governo tra Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle.

Giravolte leghiste. Il leader della Lega ha anche provato a rilanciare a sorpresa (ma non troppo), proponendo un nuovo tavolo di discussione con i Cinque Stelle ma ormai la “frittata” è fatta e d’altronde è stato proprio il capo del Carroccio a innescare il detonatore della crisi. Salvini pensava di trovare terreno fertile verso il voto e invece ha trovato un muro, prevedibile e inesorabile, contro il quale è andato a sbattere. Prima pensava di andare al voto subito e da solo, poi è tornato da Berlusconi e dalla Meloni quando ha compreso che il 40% per la Lega era una quota difficilmente raggiungibile, e alla fine ha persino riaperto al M5S a tornare a sedersi ad un tavolo. Quando già era troppo tardi per tornare indietro e far finta di niente.

Eccesso di presunzione. Salvini rimane, insomma, saldamente la figura di riferimento del centrodestra (in assenza di alternative) ma si è incartato da solo, nel pensare, illudersi e auto-convincersi che dopo il trionfo delle Europee per lui la strada sarebbe stata tutta in discesa. Un errore di strategia o un eccesso di presunzione, a seconda dei punti di vista, che non è stato apprezzato nemmeno da alcune frange della Lega stessa. E forse Salvini le sue carte avrebbe dovuto giocarle all’indomani del voto, non adesso. Dall’altra parte il Pd ringrazia così come i Cinque Stelle non si disperano di aver perso un alleato troppo scomodo. E ora – a meno di ulteriori sorprese – si va verso un governo tra i democratici e i grillini, con il centrodestra all’opposizione. Vero è che “chiedere le elezioni non dovrebbe essere una cosa strana”, come dice Salvini, ma gli italiani non sono fessi e il “Capitano” rischia di pagare a caro prezzo la sua scriteriata convinzione di invincibilità politica. Perché soprattutto al Sud non lo amano e gli italiani sono da sempre molto volubili e i sondaggi trionfali di adesso possono cambiare in fretta se la gente si stuferà degli slogan.

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