Nicola Zingaretti, segretario del Pd

“Discontinuità vuol dire che ovviamente non vogliamo e non possiamo entrare in un governo che propone il Conte bis, il proseguimento di un governo che abbiamo combattuto. Tutti si facciano carico della necessità di avviare un nuovo governo. La crescita si è fermata e tra qualche settimana il Paese è atteso da una tragica manovra economica”. Così, attraverso le parole del suo segretario, il Partito Democratico stronca sul nascere le velleità di Giuseppe Conte. Il “Conte bis” non è nell’agenda dei democratici. Per far nascere un nuovo governo, bisognerà “dare vita a una maggioranza nuova, una offerta in discontinuità con larga base parlamentare”, ha detto Nicola Zingaretti alla Direzione del Pd sottolineando: “La proposta deve essere lineare, chiara e trasparente per evitare l’accusa trasformismo e opportunismo”. Non serve “nessuna confusa ammucchiata”. E “non possiamo dare vita a un contratto cambiando capitoli e sottoscrittori. La sfida è più alta”. “Se le condizioni non si realizzassero, nessun “accordicchio” per temporeggiare. La strada maestra sarebbe il voto, senza paura e con tutta la passione possibile”, ha affermato allora. “Non ho mai demonizzato il M5S – ha voluto precisare – ma non facciamo finta che siano sparite le differenze, dobbiamo lavorare nei contenuti e nel merito”.

L’appello. Dicendosi poi pronto a governare la fase politica che si apre con la crisi di governo “nel totale disinteresse personale, nella totale trasparenza e senza secondi fini”, Zingaretti ha evidenziato: “C’è la storia di una vita a dimostrarlo”. “Non alimenterò il sospetto ma non accetterò che si alimentino sospetti sul mio operato, questo sarebbe la fine di tutto”, ha sottolineato. “Serve unità, il mio non è un appello all’unanimismo ma alla maturità di una comunità politica in un tornante delicato della storia della Repubblica”, ha detto infine il segretario del Pd concludendo: “Il contratto è stato un errore, lo dico non per spirito polemico ma per evitare di commettere ancora errori”.

Assunzione di responsabilità. “Non credo alla soluzione di un governo di transizione che assume il peso della manovra economica e porti dopo qualche mese il Paese al voto, sarebbe rischisa per i democratici e dannoso per l’Italia”, è stato l’aspetto centrale del messaggio politico lanciato da Zingaretti alla direzione del Pd sulla crisi di governo. “Il problema non è l’esercizio provvisorio ma la mostruosa manovra di bilancio che bisognerà fare”, bisognerà “trovare 20-30 mld, non è facile, occorre una assunzione di responsabilità profonda. La legge di bilancio è il punto da cui parte ogni confronto”, ha sottolineato aggiungendo: “E’ un dovere dare la disponibilità a verificare se esiste la possibilità di dare vita a una nuova maggioranza parlamentare in grado di dare risposte vere e serie ai problemi del Paese”.

Questione migranti. C’è invece nei piani del Pd l’ok alla “verifica di un’altra possibile maggioranza parlamentare in questa legislatura”, partendo dal presupposto che serve una netta discontinuità. “Se tali condizioni troveranno nei prossimi giorni un riscontro basato sulla necessaria discontinuità e su un’ampia base parlamentare siamo disponibili ad assumerci la responsabilità di dar vita a un governo di svolta per la legislatura”. Una svolta “profonda nell’organizzazione e gestione dei flussi migratori”, nelle “ricette economiche e sociali”, con “l’impegno e l’appartenenza leale all’Ue”. E’ quanto si legge nell’odg proposto da Zingaretti oggi in Direzione e approvato all’unanimità (“Sono più di 6 anni che non accadeva”, si fa notare dallo staff del segretario).

La parola al Quirinale. “La Direzione Nazionale del Partito Democratico: giudica la caduta del governo lo sbocco naturale e necessario del fallimento della maggioranza gialloverde responsabile di una paralisi dell’economia, di un impoverimento diffuso, un tessuto imprenditoriale ulteriormente provato e di un isolamento senza precedenti dell’Italia sulla scena europea e internazionale – si legge nel testo – Rivolge un appello alle organizzazioni territoriali affinché sviluppino il massimo della mobilitazione e della iniziativa democratica in un passaggio particolarmente delicato per il futuro del Paese”. “Ripone massima fiducia nell’azione del Presidente Mattarella che ringraziamo per l’opera incessante di tutela delle istituzioni e delle procedure democratiche. Ritiene che in assenza di una chiara e solida maggioranza espressione del Parlamento attuale lo sbocco naturale della crisi siano nuove elezioni”.

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