Depuratore consortile minacciato dall'Alcantara
il depuratore consortile minacciato dall'Alcantara

Che fine hanno fatto i lavori per la risagomatura dell’argine sinistro del fiume Alcantara? “Ad oggi non abbiamo nessuna comunicazione e non si è più fatto sentire nessuno”, così in termini preoccupati il presidente del Consorzio Rete Fognante , Mauro Passalacqua, evidenzia la situazione di stallo sul previsto piano di interventi che sarebbe dovuto scattare con l’inizio della stagione del bel tempo. I lavori non sono iniziati e ora, trascorso anche ferragosto e con l’estate che inizia a volgere al termine, si rischia che possano arrivare di nuovo le piogge e che il problema rimanga irrisolto.

Ancora un rinvio. Da anni, infatti, la problematica in atto all’Alcantara rappresenta una concreta minaccia per i vicini impianti del Consorzio Rete Fognante. Quando sembrava ormai imminente l’avvio delle opere finanziate a suo tempo dalla Regione, l’iter si è bloccato. Il via alle opere era atteso tra giugno e luglio ma così non è stato e sin qui nemmeno ad agosto. Si attendeva potesse esserci finalmente una condizione di secca del fiume, dove il maggio all’insegna del meteo instabile e delle piogge. Si tratta di un intervento fondamentale, di riflesso, per il depuratore consortile di Giardini Naxos, che serve anche Taormina e Castelmola, e che si trova a poca distanza dall’Alcantara.

Aspettando il cantiere. “Al momento non ci sono sviluppi e i lavori non sono partiti, ci auguriamo che possano davvero iniziare al più presto”, ha evidenziato Passalacqua, che ha anche sollecitato sin dall’inizio dell’estate l’avvio delle opere e aveva per questo portato avanti un’interlocuzione con la Protezione civile regionale. L’aspettativa è che il via al cantiere sia imminente e che non ci siano altri ritardi. Per questi lavori la Regione nel 2017 ha stanziato 730 mila euro con l’impegno del Dipartimento regionale di Protezione Civile e l’obiettivo è il ripristino del tratto finale dell’alveo del fiume Alcantara, l’asta fluviale che sarà oggetto di un apposito iter di riassetto ambientale. Dopo una lunga trafila burocratica serve la svolta per allontanare l’incubo vissuto a più riprese da qualche anno a questa parte nelle stagioni piovose.

Depuratore a rischio. Come si ricorderà, nel gennaio di due anni fa il fiume Alcantara in piena, proprio accanto all’impianto di depurazione di contrada Pietre Nere a Giardini, aveva ormai esondato raggiungendo in parte gli stabilimenti del Consorzio e stava per crollare il muro che rappresenta l’ultima difesa del Consorzio. In quel caso si rese anche necessario spostare un palo dell’Enel, che serviva numerosi Comuni della zona ed era stato accerchiato dall’avanzata delle acque, con la relativa minaccia – poi prontamente disinnescata – di un black-out nei centri abitati della valle dell’Alcantara sino anche alla zona di Giarre.

© Riproduzione Riservata

Commenti