una splendida veduta panoramica di Badia Vecchia

Doveva essere sede del Museo Archeologico di Taormina e invece da ormai un ventennio è un’incompiuta, un rebus che nessuna Amministrazione è riuscita a risolvere. Adesso l’Amministrazione del sindaco Mario Bolognari prova a far uscire dall’infinita condizione di impasse Badia Vecchia, il palazzo storico ubicato sulla Circonvallazione di Taormina. Per arrivare ad un chiarimento definitivo della situazione l’assessore alla Cultura, Francesca Gullotta, ha preannunciato l’avvio di un tavolo di confronto con il Parco Archeologico di Naxos-Taormina e con la Soprintendenza di Messina.

Scelte condivise. “Non è pensabile che si possano fare delle scelte non discusse e non condivise con le altre realtà preposte del nostro territorio – afferma la prof. Gullotta -. Per valorizzare il patrimonio della città bisogna confrontarsi e fare delle valutazioni insieme. La Badia Vecchia è certamente una sfida difficile ma che vogliamo affrontare per arrivare ad un punto di svolta”. E arriva subito il primo importante annuncio: “Mi sembra difficile che Badia Vecchia possa riaprire con una destinazione di Museo Archeologico, è decisamente più fattibile che possa essere invece Palazzo Ciampoli sede di quel museo, in un immobile di cui è titolare della Regione e dove c’è l’attenzione del Parco di Naxos-Taormina. Ho avuto modo di parlare con il direttore del Parco, la dott.ssa Gabriella Tigano e sono contenta che sia emersa l’opportunità per Taormina che si realizzi un museo archeologico a Palazzo Ciampoli”.

Trovare una soluzione. “Badia Vecchia va comunque rifunzionalizzata – continua l’assessore Gullotta – e stiamo vagliando diverse ipotesi. Sono stati fatti dei lavori a suo tempo e bisognerà capire quanto occorre, in termini di risorse economiche, per riattivare il bene. Cercheremo di individuare una soluzione anche attraverso un confronto con il Parco di Naxos-Taormina e con le Belle Arti. Va detto che appena ho visto le condizioni in cui è ridotto questo palazzo ho provato enorme amarezza. Tutto è stato smantellato, il bene è stato utilizzato in maniera impropria ed è un peccato, tenuto conto dell’indubbia bellezza del luogo e delle potenzialità che Badia Vecchia certamente ha”. Badia Vecchia, pur non avendo mai riaperto le proprie porte al pubblico, è stata nel 2017 una delle sedi logistiche a supporto del G7.

L’accertamento. Potrebbe essere avviato, da qui a breve, un accertamento tecnico ed economico sulla situazione di Badia Vecchia. Alcuni lavori di ristrutturazione vennero disposti nel 2012 dall’Amminstrazione dell’allora sindaco Mauro Passalacqua con iter che poi si concluse nei primi mesi del 2013. Badia Vecchia sembrava pronto alla riapertura nel luglio di quell’anno e invece è rimasto chiuso, ancora adesso non fruibile all’utenza. Stando ad alcune valutazioni si è parlato della necessità di reperire una somma tra i 30 e 40 mila euro ma si tratta di valutazioni parziali che necessitano di un approfondimento specifico. A suo tempo si era prospettata l’esigenza di effettuare soltanto una serie di opere di rifinitura, la sistemazione degli infissi e arredi e l’attivazione del relativo sistema di allarme.

Gioielli altrove. Più complicato invece è il discorso che richiama la necessità di portare dei pezzi di pregio in quello che doveva essere il museo di Taormina. “Troppi beni sono stati portati fuori dalla nostra città e certamente dovremo muoverci per riportare qui una parte importante del nostro patrimonio”, afferma Gullotta sui vari reperti storici del territorio ionico, di Taormina come pure di Giardini, finiti in altri musei siciliani o addirittura in altre regioni italiane.

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