Silvio Berlusconi e Matteo Renzi

Nei giorni della confusione totale nello scacchiere politico italiano, Matteo Renzi lancia un messaggio non troppo velato a Silvio Berlusconi e dice di preferire il Cavaliere a Matteo Salvini. “Se devo basarmi su alcune dichiarazioni che ho sentito in aula dovrei pensare che sono ancora vittime della sindrome di Stoccolma verso Salvini. Tuttavia, anche se Fi si è tirata fuori dal governo istituzionale, convinta di poter avere qualche poltrona da un Capitano che non può garantire neanche i suoi, devo riconoscere che in quanto a rispetto delle istituzioni tra Berlusconi e Salvini c’è un abisso”.

La strategia. Le parole del rottamatore fiorentino non sono casuali anche perché Renzi si prepara a fare un nuovo partito a sua immagine e somiglianza e segue con interesse le vicende del capolinea imboccato da Forza Italia, confidando di poter attingere a piene mani, lui più di Salvini, a quella che potrebbe essere la grande fuga degli azzurri da FI, nella prospettiva di quelli che saranno i relativi cambi di casacca politica quando il Cavaliere dovrà, per forza di cose, chiudere la sua lunga storia politica.

Obiettivo governo istituzionale. “Abbiamo sempre criticato Berlusconi su questi temi – prosegue Renzi -. Ma non avevamo ancora visto un Salvini che chiede pieni poteri, prende la convocazione del Parlamento, attacca Paesi alleati, sottrae competenze a ministri o addirittura al Collo. In Ue è un appestato come Le Pen, mentre Berlusconi ha una casa politica centrale. Di fronte alla sguaiata schizofrenia di Salvini, il Cavaliere è un rassicurante uomo delle Istituzioni”. Intanto Renzi non nasconde il rischio di “grillizzazione della sinistra” in un patto di governo. “Dal giorno dopo, la questione Pd sarà questa. Io resto fiducioso, ma molto dipenderà dall’accordo di governo”. Ma lui e i suoi sono pronti a votare la fiducia: “Non chiederemo neppure uno strapuntino per noi e faremo proposte concrete per mettere in sicurezza l’Italia. Poi faremo il punto alla Leopolda dal 18 ottobre”. Quel che serve, conclude, è un “governo istituzionale che metta in sicurezza l’Italia”, perché “votare a ottobre fa aumentare l’Iva al 25% e innesca la recessione”.

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