Matteo Salvini con Giuseppe Perdichizzi

“Tutto quello che è stato detto su di me era abbastanza prevedibile, me lo aspettavo. Tanti leoni da tastiera hanno strumentalizzato un gesto che non voleva offendere nessuno e che è stato fatto nei confronti di quella che a mio avviso era un’offesa al Paese e una strumentalizzazione del dramma dell’immigrazione”. Così, a pochi giorni dal gesto eclatante compiuto la sera del 7 agosto sul murales di Carola Rackete, l’avvocato Giuseppe Perdichizzi, esponente taorminese della Lega, torna a commentare quell’azione che ha fatto discutere in tutta Italia.

Il gesto della discordia. “Su quanto avvenuto qualche giorno fa sono già state dette tante e troppe cose – afferma Perdichizzi -. Io aggiungo soltanto che è stato strumentalizzato un gesto di dignita e di coraggio nei confronti di quella che a mio avviso non era un’espressione artistica. La dignità e il coraggio non sono né di destra nè di sinistra né di centro. Siamo andati lì da italiani e non da leghisti. Il resto e tutto quello che è stato detto nei miei confronti sono cose di competenza delle autorità preposte”.

L’avvocato Perdichizzi

Il primo leghista. Perdichizzi ci tiene a ribadire che lui un salviniano della prima ora e che a Taormina è stato il primo leghista: “Sono stato e sono ancora oggi il primo leghista a Taormina e sono convinto che gli italiani daranno ancora più forza a Matteo Salvini per far uscire il Paese della crisi e rilanciarlo come merita. La risposta ai problemi dell’Italia non può essere un governo Pd-M5S”.

L’annuncio. Perdichizzi, intanto, fa un annuncio a sorpresa: “Difenderò gratuitamente la costituenda parte civile dell’instaurando procedimento penale nei confronti della Rackete. La parte civile in questo contesto non sono soltanto gli italiani lesi da quanto fatto dalla Rackete ma anche gli immigrati sequestrati da questa persona per 14 giorni a loro insaputa per fini politici”.

© Riproduzione Riservata

Commenti