Matteo Salvini (foto lapresse)

“Riapertura di porti e mangiatoie? Non nel mio nome! L’unica vera “disumanità” è quella di chi, balbettando e arretrando, favorisce il business schifoso dell’immigrazione clandestina”. Così, nelle ore della crisi ancora irrisolta, il vicepremier Matteo Salvini rimette al centro dell’attenzione la questione dei porti.

Il cavallo di battaglia. Salvini rilancia la sua sfida puntando, ancora una volta, l’attenzione sul tema dei migranti, cavallo di battaglia leghista per provare a far andare avanti la linea dura che ha caratterizzato in questa legislatura le politiche del Viminale sugli sbarchi nelle coste italiane. Un mossa, quella del Ministro dell’Interno, comunque finalizzata anche e soprattutto a non disperdere il consenso degli italiani e per conservare, insomma, i dati dei sondaggi che ad oggi vedrebbero il Carroccio vittorioso in caso di ritorno alle urne.

Ossessione migranti. “Altro che mia “ossessione” – insiste Salvini -: io dico o ai patti della mangiatoia e dell’invasione. Mi contestano perché quella mangiatoia degli sbarchi e dell’invasione io l’ho fermata. In un anno al Viminale, tenendo duro contro tutto e contro tutti, con me gli sbarchi sono crollati dell’80% (da 42.700 a 8.691). Cifre e risultati concreti: dopo anni di disastri di Renzi e del Partito Democratico. Sono orgoglioso di essere “ossessionato” dalla difesa dei confini del mio Paese”.

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