il Capalc di contrada Sant'Antonio

La Giunta di Taormina ha esitato un piano di ricognizione degli immobili comunali che comprende beni destinati all’alienazione e alla valorizzazione. Si tratta di uno screening a largo raggio che è stato effettuato, con relativo incarico dato ad un professionista, che ha riguardato 58 beni di cui dispone l’ente locale. L’iniziativa ha riguardato immobili disponibili, beni da alienare e quelli da valorizzare per un riassetto del patrimonio immobiliare di proprietà di Palazzo dei Giurati che da parecchi anni a questa parte ha visto diversi edifici finire in disuso e in condizioni di abbandono, con un ritorno economico per il Comune pari a zero o quasi. L’iter è stato sovrinteso dall’assessore al Patrimonio, Alfredo Ferraro.

Assenza di raccordo. “E’ emersa – ha evidenziato Ferraro – la mancanza di un raccordo costante tra la struttura preposta alla gestione del patrimonio, il servizio finanziario, il servizio tecnico, il servizio urbanistica e gli organi elettivi gestionali e di programmazione del Comune. Si tratta di situazioni che devono essere affrontate e superate se si vuole arrivare ad una gestione del patrimonio corretta e funzionale; infatti non sono sufficienti le iniziative intraprese dalle varie amministrazioni, che hanno consentito sporadici interventi nel settore”.

Il caso Capalc. E tra i beni disponibili all’alienazione si conferma la presenza del Capalc, l’ex scuola convitto albergo di contrada Sant’Antonio. Si tratta del bene che più di qualsiasi altro rappresenta un potenziale gioiello del patrimonio comunale ma che ad oggi rimane il simbolo del fallimento totale della gestione degli immobili comunali a Taormina. Edificato negli Anni Ottanta con i fondi della Cassa del Mezzogiorno, avrebbe dovuto rappresentare lo scenario perfetto per una scuola di professionalità del turismo, ma il Capalc non ha mai trovato una sua identità, è rimasto abbandonato e persino vandalizzato e si può considerare il fallimento di tutte le Amministrazioni degli ultimi 30 anni a Taormina. A più riprese si è parlato di una vendita che non si è mai compiuta.

I numeri. In questo piano esitato dalla Giunta il valore di mercato stimato è di 8 milioni 728 mila euro, mentre in prospettiva il valore di mercato se dovesse esserci una nuova destinazione urbanistica salirebbe a 22 milioni 735 mila euro. Ma è difficile immaginare al momento chi potrebbe investire su un immobile che ha grandi potenzialità ma costa tanto e andrebbe ristrutturato con un impegno finanziario non indifferente.

Gli altri beni. Il Comune ha reso disponibili all’alienazione, nel complesso, 15 beni con diversi sottosuoli, alloggi popolari e terreni. Sono, invece, 8 gli immobili da valorizzare, a partire dal Palacongressi, di cui il Comune rimarrà titolare ma per il quale si punta ad una gara d’appalto che dovrebbe portare nel 2020 ad una gestione da affidare a privati. E si cerca una soluzione anche per valorizzare l’ex circolo del forestiero, sito sotto la piazza IX Aprile, che dovrebbe avere una destinazione per finalità culturali

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