Antonio Fiumefreddo

Tornano d’attualità le voci di un cambio al vertice dell’Asm di Taormina, l’azienda municipalizzata che ormai dal settembre 2011 è in fase di liquidazione. Ancora una volta si parla di un possibile avvicendamento tra l’attuale liquidatore, il Comandante Agostino Pappalardo, e un manager al quale potrebbe essere affidato l’incarico di portare a conclusione la lunghissima stagione di commissariamento dell’azienda, in atto da 8 anni, ed avviare la successiva trasformazione (probabilmente in Spa).

L’ipotesi Fiumefreddo. E così, dopo le voci che nei mesi scorsi avevano riguardato la possibile indicazione a liquidatore di Fabio Sciuto, già amministratore di Mosema (la ditta che sino allo scorso gennaio aveva gestito il servizio di raccolta rifiuti a Taormina), adesso a sorpresa è emersa una nuova soluzione che verrebbe presa in considerazione dalla maggioranza di Palazzo dei Giurati. Si parla negli ambienti politici taorminesi di una possibile nomina a liquidatore di Asm dell’ex presidente di Riscossione Sicilia, Antonio Fiumefreddo. Una parte dell’aggregazione di governo starebbe caldeggiando, infatti, già da qualche settimana l’ipotesi di una indicazione di Fiumefreddo al posto di Pappalardo. Almeno per il momento, però, non sarebbe stata raggiunta una convergenza di intenti in questa direzione e quindi non si registrano sviluppi significativi in tema. Ovviamente bisognerà anche capire, in tal caso, se c’è la disponibilità del professionista ad un eventuale incarico alla guida della municipalizzata di Taormina.

La polveriera. A più riprese si è parlato dell’opportunità di avvicendare Pappalardo individuando un nuovo liquidatore ma poi in definitiva è rimasto in sella il Comandante della Polizia locale, anche perchè Asm è sempre stata una polveriera, una realtà dove da un ventennio a questa parte ogni legislatura è stata puntualmente caratterizzata da frequenti polemiche e scontri politici sulla gestione dell’azienda e sulla leadership della stessa. Alla fine potrebbe essere proprio Pappalardo (in carica dal 2014) a portare a compimento l’iter di fuoriuscita della liquidazione (che, per altro, richiederà tempi ancora lunghi), anche perché, mutando lo scenario e gli equilibri, il rischio poi è quello di riportare d’attualità le tensioni del passato.

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