Corso Umberto di Taormina

“Non è una novità che l’attuale stagione turistica a Taormina non sia come quella dello scorso anno. L’ho scritto qualche settimana addietro su BlogTaormina e, anzi, se ne dibatteva già lo scorso anno in quanto i rumors che le destinazioni del Mediterraneo stavano aggredendo il mercato del turismo europeo erano già noti”. Lo afferma Nicola Salerno, esperto di turismo e general manager di Egmont Viaggi.

Chiarire gli obiettivi. “Mi aspetterei che l’Amministrazione di un paese turistico come Taormina – spiega Salerno – alla luce delle ultime dichiarazioni fatte dei presidenti delle associazioni delle principali attività produttive locali, si precipiti ed a breve organizzi degli incontri per trovare insieme le soluzioni atte a finalizzare il futuro turistico di Taormina. In pratica quali sono gli obbiettivi a breve, medio e lungo termine (dove per breve intendiamo la prossima stagione 2020 e lungo termine la fine di questa legislatura, ossia i prossimi 4 anni). Dopo diche insieme si possono anche concordare le strategie che si intendono applicare per intercettare nuovi flussi turistici, come: Il “turismo sostenibile”, ovvero quello che valuta l’impatto etico del turismo sulla popolazione locale e il suo sviluppo economico e sociale, che è in crescita. Tuttavia, rimane ancora un mercato di nicchia e secondo i più esperti nei prossimi anni tutti gli indicatori turistici consigliano di investire in questo tipo di turismo”.

Nicola Salerno

Turismo “responsabile”. Ancor più attuale – evidenzia Salerno – il concetto di “turismo responsabile”, ovvero quel tipo di turismo attuato secondo “i principi di giustizia sociale ed economica, nel pieno rispetto dell’ambiente e della cultura locale”. Ed è a questa tipologia di turismo che Taormina dovrebbe puntare: un turismo che riconosce la centralità della comunità locale ed il suo diritto ad essere protagonista delle proprie scelte economiche, con l’obbiettivo di favorire l’interazione tra l’industria del turismo, le comunità locali ed i viaggiatori. Comunicare che Taormina è plastic free, senza attuare concretepolitiche eco-sostenibili come il reale divieto di usare la plastica su tutto il territorioe l’utilizzo di energie rinnovabili, a protezione del patrimonio culturale e naturale, resta un annuncio fine a sé stesso.

Turismo “liquido”. “Si parla tanto del cosiddetto turismo “liquido” – continua Salerno -, dove i clienti avranno richieste sempre più personalizzate e variabili. In un contesto del genere l’offerta di un prodotto/servizio standardizzato è fallimentare; la strategia vincente sarà la creazione di contenuti ad hoc, dato il sostegno di una tecnologia in continua evoluzione. Questo andamento di mercato lo possiamo osservare già nella nostra quotidianità, ad esempio un tempo legati ai palinsesti imposti dalle reti nazionali/commerciali, mentre oggi abbiamo palinsesti “liquidi” (personalizzati) proposti dalle reti Netflix/Amazon Prime o musicali, quali Spotify. Io vedo una Taormina ferma, statica, in attesa degli eventi, dove il problema è quale tipo di turismo scegliere tra lusso o massa, dimenticando che è il mercato che fa la destinazione ed essa, semplicemente, si adegua alla richiesta”.

La vera sfida. “Una Taormina turistica senza futuri progetti – continua Salerno – di sicuro non aiuta gli imprenditori ad investire sul territorio, bensì adadeguarsi alle esigenze del cliente. Se Taormina accetterà questa sfida nei tempi e nelle modalità che la tematica richiede, sicuramente potremo intercettare i flussi turistici medio alti che da tempo si riconoscono nelle tendenze culturali, ambientali, sociali, gastronomiche che sono state da anni vanto di questa città. È necessario, nella mia opinione, lo sforzo congiunto di tutti: organi di governo territoriali, enti locali, operatori turistici, ricercatori e finanche cittadini. Non è più sufficiente avere a disposizione le risorse attrattive più importanti del pianeta. Occorre saper offrire esperienze memorabili, riconoscibili e di crescente valore economico. Occorre saper governare in modo strategico le destinazioni ed instillare la cultura della pianificazione turistica anche nei piccoli centri, al fine di avviare un percorso di rinnovamento degli approcci e degli strumenti di Destination Management. Tutti hanno il diritto di visitare Taormina,ma tutti hanno il dovere di preservarla, rispettarla e difenderla, dove per tutti si intendono non soltantovisitatori e turisti stanziali, ma anche i cittadini residenti. Diceva John Steinbeck: Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone“.

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