Italo Mennella, presidente degli Albergatori di Taormina

“A Taormina la stagione turistica non sta andando bene e anche nelle presenze stiamo registrando un calo. C’è un leggero incremento soltanto in quattro-cinque alberghi. La verità è che a Taormina sarà già un miracolo per chi riuscirà a pareggiare i conti dello scorso anno”. Lo afferma il presidente dell’Associazione Albergatori di Taormina, Italo Mennella che così analizza la situazione del turismo a Taormina.

Contingenze globali. “Bisogna intanto considerare fattori contingenti e dinamiche internazionali – afferma Mennella – che vanno ben oltre le vicende locali e che stanno incidendo in modo negativo anche su Taormina. Tra i mercati stranieri sono in flessione quelli tradizionali, come la Gran Bretagna e la Germania, ma lo stesso discorso vale anche per Russia e Stati Uniti. Gli unici mercati che crescono sono quelli dei Paesi dell’Est, e tra questi Ucraina, Ungheria e Polonia. C’è da tenere conto dell’aumento esponenziale delle strutture extra-alberghiere, che poi innescano anche e soprattutto un problema sociale. Gli appartamenti convertiti sempre più spesso a case vacanza non soltanto stanno cambiando la tipologia di turismo ma le maggiori difficoltà riguardano quei cittadini che ovunque non trovano più delle case disponibili, dove poter andare ad abitare. La questione è già esplosa nelle grandi città europee”.

Rebus tassa di soggiorno. “Si parla sempre della tassa di soggiorno ma su questo argomento siamo sempre punto e a capo su questo argomento. L’assessore la definisce “un’altra storia” ma quella storia noi la conosciamo già benissimo e da 6 anni a questa parte la subiamo sulle nostre spalle. Il Comune fa “orecchie da mercante” ormai da anni sull’argomento ed evita di affrontare il problema come potrebbe e dovrebbe. Abbiamo proposto, inascoltati, le soluzioni, ci siamo rivolti due volte – nel 2015 e lo scorso febbraio – alla Corte dei Conti, che già a suo tempo ha rilevato un utilizzo improprio dei proventi della tassa di soggiorno. Il Comune ha le mani legate? Le mani si possono sciogliere benissimo, non esiste nessun obbligo di utilizzare quelle somme per sanare i bilanci comunali, semmai quell’imposta è stata istituita per il turismo e per la promozione del territorio. La priorità dovrebbe essere la promozione del territorio e il mantenimento del territorio nei minimi parametri essenziali per poter fare il cosiddetto lusso”.

Palacongressi in stand by. “Sul Palacongressi vogliamo capire se si farà una gara d’appalto o un project financing. Sembra paradossale apprendere che il Comune stia cercando interlocutori quando basterebbe fare un bando e pubblicarlo. I tempi si stanno allungando e, cosi facendo, quei lavori di arrangiamento che sono stati fatti nel 2017 risulteranno del tutto inutili e bisognerà rifarli”.

La politica dei sottoscala. “La mancanza di controllo del territorio di cui parla l’assessore al Turismo è piuttosto preoccupante ed è paradossale che lo dica un amministratore. Che manca il controllo lo vediamo tutti e soprattutto se ne accorgono i turisti. E’ sotto gli occhi di tutti e se c’è quindi un problema del genere bisognerebbe trarne le opportune conclusioni. Il degrado della tipologia di turismo che c’è Taormina – conclude Mennella – è proporzionale all’eccesso di licenze concesse in lungo e largo dal Comune nel tempo e ancor più nell’ultimo anno, con le piazzette e i vicoli ormai concessi ai privati senza più consentire nemmeno il transito pedonale ai turisti e ai residenti. Mentre noi cercavamo di portare il turista di lusso, gli amministratori hanno concesso pure i sottoscala ai privati, togliendo spazi anche persino agli anziani. Il turista non conosce le vicende locali e non può essere interessato al fatto che in un anno siano cambiate tre ditte per la raccolta rifiuti e allora l’unica cosa che vede poi è un territorio che non è vivibile come dovrebbe, e si accorge dell’immagine indecorosa della spazzatura non raccolta. Il problema dei rifiuti interessa, ad esempio, il litorale proprio dove ci sono gli alberghi che lavorano per accogliere il turismo di qualità e dove i rifiuti rimangono sulla strada statale in modo permanente. E’ chiaro poi che ci sono anche gli incivili che conferiscono depositando i rifiuti fuori orario e che vanno multati, senza se e senza ma. La situazione tuttavia, in definitiva, non cambia con le giustificazioni spesso puerili della politica, che fanno ulteriormente indispettire gli imprenditori. Adesso un indirizzo per il futuro come lo si potrà dare? Il danno è stato fatto. Si è forse ancora in tempo a cercare di salvare il salvabile ma è chiaro che senza dialogare e se la politica non ascolta, allora si potrà fare ben poco per cambiare le cose”.

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