il presidente del Consorzio Centro Commerciale Naturale Taormina, Salvo Fiumara

“E’ evidente e innegabile che a Taormina ci sia in questo momento troppo turismo di massa, ma per dare una svolta bisogna chiedersi una volta per tutte a quale turismo si vuole puntare in questa città. Alla massa o al lusso?”. Lo afferma il presidente del Consorzio Centro Commerciale Naturale Taormina (CCCNT), Salvo Fiumara che così prende posizione nel dibattito aperto sulla stagione turistica a Taormina e sui flussi che si registrano attualmente nel territorio.

I tavoli che contano. “In questa fase – spiega Fiumara – c’è soprattutto quel turismo che riempie il Corso Umberto senza portare nulla di significativo all’economia. In tanti vengono e passeggiano, ed è un loro diritto ovviamente che nessuno può negargli. Ma allora chiediamoci che tipo di turismo vogliamo. Si rimane ancora e da tanti anni ormai nell’incertezza e questo stato di cose lo stiamo subendo in modo sempre più palese. C’è troppa massa, persone che – turisticamente parlando – non servono alla nostra città. Purtroppo non siamo presenti ai tavoli che contano e dove si prendono le decisioni importanti, e questo vale per la programmazione turistica con la Regione che fa le scelte che competerebbero a noi. Stesso discorso sui vettori turistici e poi Taormina non è presente all’Aeroporto di Catania, dove invece dovrebbe avere un ruolo strategico e quindi una presenza. Ecco perché noi subiamo questo turismo “mordi e fuggi” che prevale e relega ad un ruolo poi marginale quello di lusso”.

Troppa ristorazione. “A Taormina ci sono troppe attività che fanno ristorazione – rileva Fiumara -. Un tempo erano 10, oggi 100, e persino il Corso, invaso di mezzi pesanti che transitano di continuo, si sta sbriciolando. E’ un problema esploso in modo evidente e fa parte del punto sul quale occorre riflettere: avere più gente in città non porta ad un miglioramento del turismo, dà un ritorno solo a qualche attività. Questo turismo è quello di chi mangia, beve e chiede di poter andare in bagno. Tutto il resto è superfluo e non c’è una spesa significativa e di qualità nel tessuto commerciale locale”.

I russi del 2008.  “Dieci anni fa – continua Fiumara – c’era una forte presenza del turismo russo. A prescindere dai fattori contingenti e dalle dinamiche internazionali, quei flussi oggi non li riscontriamo e anche quei russi che vengono in città non sono quelli del periodo 2008-2011. Si parla del turismo cinese e si spera che possa dare la svolta al turismo italiano e anche qui da noi ma sin qui i cinesi stanno portando ben poco. Non basta il fatto che abbiano scelto Taormina per un reality, ci vorrà tempo e serviranno numeri significativi per dire se davvero questo mercato potrà essere utile a Taormina, e bisognerebbe anche aiutarli a conoscere e capire le abitudini occidentali, a partire dal salutarci quando entrano in un negozio”.

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