il consigliere comunale Antonio D'Aveni

Potrebbe presto finire al Tar di Catania lo scontro politico sul bilancio di previsione 2018-20 approvato lo scorso 18 luglio dal Consiglio comunale di Taormina. Il consigliere di opposizione Antonio D’Aveni sta, infatti, valutando l’opportunità di presentare nei prossimi giorni un ricorso al Tar ritenendo “illegittima” la seduta e per impugnare quindi le relative deliberazioni dell’aula. Ove l’istanza venisse depositata, se poi accolta dal tribunale amministrativo, potrebbe inficiare in particolare la validità dell’atto deliberativo sul bilancio votato dall’assemblea di Palazzo dei Giurati. L’opposizione potrebbe, insomma, provare a far decadere il Consiglio comunale.

Il caso. Nella seduta, che ha anche portato al via libera del Consiglio comunale al Documento Unico di Programmazione (Dup) 2018/2020, si era riproposta la questione della mancata notifica dell’avviso di convocazione. Nello specifico la convocazione era stata notificata l’11 luglio scorso ad un parente (nello specifico alla moglie del consigliere). D’Aveni, nel dare comunicazione della sua “impossibilità ad essere presente non avendo ricevuto nessuna notifica al proprio domicilio nei tempi e nei modi previsti dal regolamento comunale”), in una sua mail ha definito “illegittima” la notifica dell’avviso di convocazione, preannunciando la volontà di “rivolgersi nuovamente agli Enti locali e alla Giustizia Amministrativa, a tutela dei propri diritti di consigliere comunale troppo spesso calpestati”. “I cittadini di Taormina non rischiano nulla, il bilancio verrà comunque approvato anche se a farlo dovrà essere il commissario”, ha aggiunto D’Aveni a conferma di uno scenario che si appresta a tradursi un braccio di ferro. Per D’Aveni non avrebbe nessuna validità la convocazione “inoltrata a mezzo di un messo di Giardini Naxos e di posta certificata della ditta agricola dello scrivente e non presso una Pec istituzionalmente costituita e regolamentata”, quindi gli avvisi vengono ritenuti “illegittimi e viziati”. Tra l’altro, in quella stessa seduta di Consiglio del 18 luglio è stato poi esitato un odg urgente presentato dalla maggioranza per istituire la notifica tramite Pec.

La maggioranza non ha paura. La prospettiva, insomma, è quella di uno scontro politico. Sulla vicenda la maggioranza ritiene, tuttavia, non vi siano gli estremi per un ricorso o comunque per invalidare l’esito della seduta. “Il consigliere ha scritto legittimamente quella pec ma tutte le procedure sono state rispettate – ha detto il presidente del Consiglio comunale, Lucia Gaberscek e tutti gli step che sono stati portati avanti, sono stati seguiti in modo attento, ed anche su consiglio e suggerimento del Commissario ad Acta per il bilancio, il dott. Girolamo Gangi, che ho contattato e mi ha affiancata in questo difficilissimo tentativo di notifica”. “I messi comunali – ha aggiunto Gaberscek – si sono recati più volte nella sua abitazione a qualunque ora ma risulta davvero impossibile reperirlo. Era questa la terza seduta che sarebbe dovuta saltare per mancata notifica. Ma la pec inviata dal consigliere sana ogni cosa”.

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