una recente mareggiata a Mazzeo

Il Comune di Taormina ha esitato la rimodulazione del piano di emergenza di Protezione Civile per la città. Si tratta di una rivisitazione aggiornata del documento che era stato esitato dalla casa municipale già nel 2013 con apposita deliberazione del Consiglio comunale, che ha dotato allora il Comune di un piano per affrontare le eventuali emergenze sul territorio. Adesso si è reso necessario aggiornare il tutto con una nuova deliberazione sempre del Civico consesso che con l’ok arrivato nelle scorse ore va a revisionare lo strumento a suo tempo adottato. La rimodulazione del piano, prima di arrivare in aula, è stata discussa in Seconda Commissione Consiliare a Palazzo dei Giurati lo scorso 17 aprile, che ha dato parare favorevole. “La delibera approvata dal Consiglio – evidenzia il sindaco Mario Bolognari – riguarda un atto certamente importante. Esisteva la necessità di dotare il nostro Comune di un piano di emergenza rivisitato secondo le normative attuali e secondo il Pai”.

L’aggiornamento. “Si è reso necessario – spiega la consigliera comunale Maria Grazia Russotti, presidente della Seconda Commissione Consiliare – aggiornare ed integrare e prevedere dei nuovi correttivi al piano, con tutti i percorsi e alcune zone per la sicurezza dei cittadini nel caso in cui dovessero verificarsi delle calamità. Ciò alla luce dell’aggiornamento del Pai 2017 e delle direttive impartite dal Dipartimento di Protezione Civile emanate nel 2018. Sono state individuate delle cosiddette aree di attesa, di ammassamento e di ricovero con tutti i percorsi sicuri da fare ed è stata prevista inoltre la zona in cui si potrebbero avere degli tsunami o maremoti che dovrebbe essere la zona costiera che va da Mazzeo a Isolabella. Nelle aree di attesa verrebbero accompagnati i cittadini dalle Forze dell’Ordine e dalla Protezione Civile, o per essere poi portati nelle zone di ricovero, o in attesa poi di tornare poi nelle prime abitazioni se dichiarate sicure. Nelle zone di ammassamento viene prevista la presenza dei mezzi di soccorso e di tutte le attrezzature”.

L’ipotesi. “Inoltre li dove potrebbero verificarsi tsunami o maremoti – ha aggiunto Russotti – sono stati ipotizzate a partire dalla battigia sino a 10 metri all’interno del paese, e anche per questo individuate, delle apposite aree che dovrebbero andare da Mazzeo, salendo per la Via Nazionale sino al parcheggio Lumbi, nel lato esterno che confina con la strada”.

L’attenzione è puntata, quindi, nell’ambito del piano sulla costa da Mazzeo e Villagonia e sono state previste delle zone all’aperto in cui la popolazione verrebbe indirizzata a piedi dopo l’eventuale evento calamitoso, con le Forze dell’Ordine e i volontari a dare tutte le necessarie indicazioni. Sono state previste aree scoperte dove si realizzerebbero accampamenti provvisori con tende robuste e container.

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